Redazione

La scure giudiziaria rischia di abbattersi su Nasser al-Khelaifi. Il presidente del Paris Saint-Germain è infatti sotto inchiesta in Svizzera per corruzione nell’ambito dell’assegnazione dei diritti TV per i Mondiali 2026 e quelli del 2030. Che ancora non hanno una sede definita, ma che in Medio Oriente e in Nordafrica saranno sicuramente trasmessi da BeIN Sports, il nuovo colosso televisivo dello sport mondiale, nato nel 2012 e di proprietà di un fondo sovrano del Qatar, esattamente come la società parigina. Un’altra bella bega per l’emirato della penisola arabica, già al centro di parecchie polemiche per l’assegnazione della controversa Coppa del Mondo 2022.

BeIN Sports, il nuovo network globale dello sport

Ma, tralasciando le vicende del presidente di casa al Parco dei Principi, conosciamo un po’ meglio il network globale che, nato da una costola di Al Jazeera, controlla praticamente tutto il mercato francese dei diritti TV del calcio internazionale. E che si sta espandendo oltre i confini euroasiatici, con l’apertura di canali tematici anche in Canada, negli Stati Uniti, in Australia e in tutto il sud-est asiatico. Oltralpe non si muove una foglia, anzi, una telecamera, che BeIN non voglia e, più in generale, nel bacino del Mediterraneo (Spagna inclusa) l’influenza del consorzio del Qatar è considerevole. Non per nulla si è aggiudicato la trasmissione delle due prossime edizioni dei Giochi Olimpici nell’intera zona del Maghreb e, neanche a dirlo, nella penisola arabica.

Movimenti sospetti nell’acquisizione e nella cessione di diritti sportivi

Come accade spesso per molti argomenti legati al Qatar (partendo dall’economia e arrivando addirittura alla politica globale), c’è però più di un’ombra sull’operato del network, soprattutto quando si tratta di acquisizione e di cessioni di diritti. Se era ad esempio ovvio che BeIN avrebbe avuto una corsia preferenziale per la trasmissione dei match di Qatar 2022, secondo le autorità elvetiche convincere la FIFA a vendere (con parecchio anticipo) il pacchetto legato ai mondiali che seguiranno quello di Doha avrebbe implicato qualche movimento non proprio legale. Ma perchè BeIN tiene così tanto alla Coppa del Mondo 2026 da rischiare grosso per ottenerne i diritti?

Mondiali 2026, due candidature fatte apposta per BeIN Sports

Semplice. Dipende, come nel caso dell’edizione precedente, dalla location del Mondiale. Le candidature al momento sono due e fanno entrambe molto piacere a BeIN Sports. Quella del Marocco per prossimità geografica e radicamento sul territorio, quella congiunta di Stati Uniti, Canada e Messico per le possibilità di sfondare definitivamente nel mercato nordamericano, grazie ad una kermesse che nei soli tre paesi coinvolti nell’organizzazione ha un pubblico potenziale di oltre 400 milioni di persone. Bastano questi numeri a giustificare manovre pericolose? Probabilmente sì. Ora la giustizia farà il suo corso. E se l’altro indagato eccellente, Valcke, è un rappresentante della vecchia FIFA, il nome di al-Khelaifi, che è comunque parte integrante del nuovo corso del calcio mondiale, fa tremare più di qualcuno…