Luigi Pellicone

La grande occasione. Purché non sia quella giusta al momento sbagliato. Alisson è pronto a difendere i pali della Roma, ma non può avere la serenità di Szczesny. Rispetto alla scorsa stagione,  si ritrova con una difesa rivoluzionata e soprattutto mooolto distante…

Così alta da rischiare le vertigini

Il calcio di Eusebio di Francesco è coraggioso, propositivo e divertente. Legato, però, a meccanismi di gioco delicati. Se salta un ingranaggio si aprono spazi pericolosissimi alle spalle della difesa. Basta un errore di posizione, o un movimento sbagliato, per aprire una voragine. Alisson avrà il suo compagno più vicino a circa 30 metri. Non esattamente una situazione ideale per un portiere che dovrà convivere con l’idea di trovarsi a sfidare il centravanti avversario nell’uno contro uno.

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Il benvenuto della Roma al portiere brasliano

Scuola brasiliana e tenacia tedesca

Allison conosce i rischi cui va incontro e non li teme. Lo scorso anno, in Europa League, ha risolto diverse situazioni scabrose uscendo con i tempi giusti dall’area di rigore. É una sua prerogativa: sa accorciare sull’attaccante e chiudere lo specchio: difetta, però, nelle uscite basse e nella presa. Reattivo e potente, smanaccia e si inarca anche sino all’incrocio dei pali, ma ha ancora qualche difficoltà nel bloccare il pallone. In ritiro ha lavorato parecchio su due fondamentali: la presa a terra e il tocco di palla. Di Francesco pretende che il portiere sia un giocatore di movimento, capace di giocare con i compagni: il problema è che la difesa dello scorso anno, non c’è più. Tranne (forse) Manolas…

Novello Ulisse, incantato dalle sirene…

roma attacco super

Manolas: la sua permanenza, al momento, non è in discussione, ma i tempi li detta la Roma

A proposito di Manolas. Il centrale greco non ha rinnovato il proprio contratto. Monchi ha parlato molto chiaramente: le condizioni le detta la società. Mmm. Roma arrabbiata? Quanto basta. Il ragazzo ha parecchio da farsi perdonare. É stato lui a chiedere la cessione, dopo una stagione da indolente distratto e nervoso. Sempre lui ha fatto saltare l’affare con lo Zenit rinunciando a un ingaggio di 5 milioni di euro. Di adeguamento, per ora, non se ne parla. Manolas non ha accettato l’offerta dello Zenit, dove avrebbe percepito più del doppio di quanto guadagna a Roma (1,9 milioni di euro). Quindi può aspettare. E se nel frattempo si facesse incantare da altre sirene? Nessuno gli metterà i tappi nelle orecchie. La Roma attende e valuta: se il greco torna ai livelli del suo esordio, la firma non tarderà ad arrivare. Altrimenti, si valuterà strada facendo…