Elisa Ferro Luzzi

Massimiliano Allegri, fumantino livornese doc, non è uno che la manda a dire. Ha fatto molto parlare in questi giorni la lite con Bonucci e la conseguente esclusione del difensore dalla sfida di Champions con il Porto, le immagini del giocatore triste in tribuna hanno fatto il giro d’Italia. Ma non è la prima volta che il tecnico della Juventus discute con un suo giocatore: diversi sono i casi in cui il buon Max non è stato poi così allegro, soprattutto ai tempi del Milan. A rendere noti nel dettaglio i problemi con il tecnico livornese è stato Gianluca Zambrotta nella sua autobiografia “Una vita da terzino”.

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Allegri e Zambrotta ai tempi del Milan

Le liti di Allegri con i milanisti

In principio fu, appunto, Zambrotta. “Ho avuto problemi con Allegri al secondo anno, quando abbiamo perso lo scudetto per una gestione sbagliata dello spogliatoio – racconta Zambro nella sua autobiografia in riferimento alla stagione 2011-2012 – Devi avere tutti i giocatori che remano nella tua parte per vincere, Allegri invece in una gara decisiva disse chiaramente che se avesse avuto solo 14 calciatori sarebbe stato lo stesso. Allora mi sono guardato in faccia con Ibrahimovic per dire: ma questo che sta dicendo? In quell’occasione abbiamo perso lo scudetto”. Allegri litigò in particolare con Ibrahimovic: “Con l’Arsenal, dopo aver perso 3-0, Allegri ci fece comunque i complimenti, non è stata una grande mossa – prosegue Zambrotta -. Ibrahimovic si arrabbiò e quasi vennero alle mani nello spogliatoio”.

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Allegri e Ibrahimovic ai tempi del Milan

ANTONINI E AMELIA COSTRETTI A CAMBIAR SQUADRA
Luca Antonini, difensore del Milan dal 2008 al 2013subì molto il pessimo rapporto con Allegri: il giocatore fu costretto a chiedere la cessione al Genoa dopo che il tecnico lo aveva praticamente isolato nel corso degli allenamenti estivi. “In un Milan che ha all’interno del suo gruppo sempre meno giocatori che sanno cosa voglia dire appartenere alla maglia rossonera – ha raccontato sempre Zambrotta -, uno come Antonini, che ha pianto quando ha dovuto lasciare il Milan, forse avrebbe fatto comodo e non solo come uomo spogliatoio”. Anche un altro giocatore rossonero fu costretto a lasciare per lo stesso motivo: stiamo parlando del portiere Marco Amelia“Arrivo al Milan nel 2010, ci resto fino al 2014- si legge in un’intervista rilasciata dall’estremo difensore qualche anno fa al quotidiano Libero -. Mi chiama Galliani. Le cose per me non vanno bene fin dall’inizio, per giocare devo sperare nell’infortunio di Abbiati, per un periodo sono anche titolare ma poi Allegri mi esclude senza motivo. Con lui non c’è dialogo, voglio essere ceduto ma Galliani mi chiede di restare”.

LA CLAMOROSA LITE CON PIPPO INZAGHI
Clamorosa fu la lite del 2012 con Pippo Inzaghi. Allegri, in visita al centro Vismara, incontrò l’allora tecnico degli Allievi rossoneri che lo salutò in maniera fredda. Infastidito, il livornese pensò bene di provocare l’ex centravanti accusandolo di fargli le scarpe e di non avere “nemmeno il coraggio di guardarmi in faccia, non sei un uomo”. Rincarando la dose, riferendosi a presunte chiacchiere di Inzaghi con la stampa, con un: “Piantala, sennò vengo a prenderti”. La rissa verbale non si trasformò in rissa vera e propria solo grazie all’intervento di Filippo Galli. Inzaghi avrebbe poi accusato l’ex allenatore di avergli rovinato la carriera (“Ho smesso di giocare per colpa tua”) prima di andarsene per evitare il peggio. La fuga di Pippo non è però piaciuta ad Allegri che, non contento, gli avrebbe poi gridato “se hai gli attributi ti fermi, se sei un uomo ti fermi” prima di rivolgersi ai giocatori di Inzaghi con un eloquente “questo è l’allenatore che dovrebbe insegnarvi calcio e lealtà sportiva”.

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Allegri con Inzaghi giocatore nel 2010

I LITIGI CON GLI JUVENTINI
Queste le vicissitudini con i milanisti. Passiamo agli juventini: parecchi i malumori dei giocatori sostituiti. Da Khedira a Mandzukic passando per Higuain, nessuno digerisce i cambi imposti dall’allenatoreAllegri smorza i toni sottolineando il fatto che è una cosa più che normale per un giocatore. Salvo poi sbottare in finale di Supercoppa Italiana a Doha con Marotta e Paratici e far capire di non gradire l’atteggiamento dei suoi giocatori (“andrebbero presi tutti a calci nel c…”, è il labiale evidente). All’inizio del 2017 la musica non cambia: Dybala rifiuta di stringere la mano al tecnico durante un cambio con Pjaca. Anche in questo caso, però, Allegri cerca di comprendere il comportamento del suo ragazzo. “Era arrabbiato ed è normale, perché a nessuno piace uscire”. Dopo una settimana, durante la gara con l’Inter, a lamentarsi è Lichtsteiner, costretto alla sostituzione per una incomprensione con l’allenatore. E stavolta Allegri non si nasconde: “Ogni settimana ce n’è una…”, si lascia scappare. La sfuriata di Bonucci contro il Palermo è la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha costretto Allegri a privarsi di uno dei suoi giocatori più forti in una partita delicata come quella di Oporto. Chi sarà il prossimo?

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Bonucci spedito in tribuna dopo la lite con Allegri