Redazione

La caccia all’ottobre rosso si apre senza certezze. Mandzukic infortunato. Barzagli in dubbio. Lo zoccolo duro della Nazionale che rischia di perdere la bussola nel viaggio verso la Russia. E se ci si mette anche Massimiliano Allegri, beh, c’è da preoccuparsi.

Champions un sogno?

Allegri ha definito senza mezzi termini “un sogno” la Champions. Non esattamente accettabile per una squadra che, negli ultimi tre anni, si è presentata per due volte alla finale. Detta così, non piace. Sembra quasi che la Juventus abbia già compiuto un miracolo nel giocarsi il trofeo. Difficile da digerire per una società che declina il verbo vincere come unica ragione di vita. Allegri, invece, ragiona diversamente. L’obiettivo più realistico è stabilizzarsi al vertice d’Europa. Ben diverso che vincere.

La Juve non ha questa mentalità

La notte di Cardiff ha stabilito che la Juve può competere ma non vincere in campo internazionale? In realtà la maggior parte dei tifosi bianconeri, pur apprezzando il lavoro svolto, ritiene che sia mancata la consapevolezza. E se a Berlino, nel 2015, la finale era quasi “ingiocabile” in Galles vi era la sensazione che la coppa potesse essere alla portata. Anche perchè il Real Madrid era stato eliminato due anni fa. Ergo: non è accettabile, per un tifoso, sentir parlare di “ambizione” senza specificare la parola “vincere”. Lo Juventino non rimugina sulle sconfitte e sul “cosa sarebbe successo se…” Piuttosto si chiede perchè non si è vinto.

Però il mercato…

Non si può trascurare però un fattore. Il mercato. L’unico alibi che regge per giustificare una dichiarazione del genere. Una Juve che negli anni si priva o non riesce a trattenere Vidal, Tevez, Bonucci, Pogba e Dani Alves e che spende quasi 90 milioni per Bernardeschi, Douglas Costa, e acquista De Sciglio e Howedes, può suscitare qualche perplessità. La Juventus è stata a un passo dalla storia: forse la proprietà poteva mandare un messaggio diverso da ciò che effettivamente può passare come messaggio di impotenza di fronte ai top club.