Redazione

Niente da fare. Allegri vince, ma non sta simpatico ai tifosi della Juventus. La sensazione è che se non porta a casa la Champions, passerà alla storia come uno dei tecnici meno apprezzati della storia bianconera. La finale di Cardiff ha esasperato gli animi. Perchè alla Juventus vincere è l’unica cosa che conta. E non farlo, per due anni su tre, non è una mancanza, ma un peccato capitale.

Quel sorriso serafico…

Allegri sembra disinteressato. Non si arrabbia (quasi) mai. Non alza la voce, non si perde in polemiche con i media. Perfetto al punto di diventare quasi fastidioso, con quell’atteggiamento da primo della classe. In realtà la calma serafica di Allegri è solo un vantaggio: la Juventus (dagli altri) è già poco amata di suo. Non le manca un allenatore che attiri o generi ulteriori antipatie. Allegri, però, riesce benissimo a suscitare l’ira dei suoi tifosi, che gli rimproverano una scarsa spina dorsale nella gestione di uomini, schemi e spogliatoio. E un gioco noioso.

Critiche spietate

La critica è spietata: la Juventus, quando vince lo fa perché è forte. Quando perde è perché non gioca bene. Allegri ha solo colpe ed è rimasto spesso intrappolato nell’equivoco. I bianconeri non rubano l’occhio e lui ha cambiato più volte il vestito alla Signora: 3-5-2, 4-4-2, 4-3-1-2, sino al 4-2-3-1 che ha premiato la fantasia di tutti i campioni bianconeri. Leggasi duttilità. Interpretata invece dal tifo juventino come incapacità tattica. In realtà, in pochi sanno leggere le partite come il tecnico toscano, che spesso azzecca il cambio o il modulo capace di rivoltare una stagione. Gli si può rimproverare, questo si, un atteggiamento poco empirico, una pratica quasi “istintiva” alla materia tattica. E però, alla fine, siano decisioni prese di testa o di pancia, alla fine ha quasi sempre ragione lui.

TROPPE VITTORIE “COMODE”. MANCA LA CHAMPIONS…

Vincere troppo fa male. La Juventus è padrona assoluta del calcio italiano: man bassa di scudetti e coppe nazionali. Una esagerazione, a tal punto che il tifoso si è “viziato”. La Juventus punta al settimo titolo consecutivo, roba che, se ci si ferma a ragionarci su, è da extraterrestri. Un tifoso juventino che nel 2010 è diventato papà, ha un figlio di anni pari agli scudetti. Eppure, trova la forza di lamentarsi: vincere è “normale”, in Italia. Quasi doveroso. E comunque lo scudetto è un brodino senza sale. La vittoria ha sapore solo se arriva in Europa. Quindi i casi sono due: o Allegri arriva a Kiev e torna con la Champions, o sarà contestato sino a che sarà su quella panchina. Incredibilmente scomoda.