Redazione

Torna il “vizietto” di Allegri e con lui, ci ricasca anche la Juventus. Una serata amarissima, quella bianconera, che lascia in eredità la sensazione di un’occasione sprecata per chiudere in anticipo i conti. Il vantaggio di 2-0 concretizzato in 600 secondi e dilapidato da un atteggiamento tattico forse discutibile apre i primi processi: sul banco degli imputati, ovviamente, Max Allegri. Il tecnico difende il suo lavoro in un’accorata conferenza stampa. Una reazione votata a scuotere l’ambiente o un mettere le mani avanti? L’unica certezza è che i nervi sono a fior di pelle…

Un atteggiamento rinunciatario in Europa

Inutile girarci intorno. Allegri, nel pareggio maturato allo Stadium, ha una dose consistente di responsabilità. Fra l’altro, non è neanche la prima volta che la squadra subisce una rimonta in Champions. Qualcosa di molto simile accade nel 2016, quando la Juventus, avanti 2-0 a Monaco, si chiude sino a concedere il pareggio per poi affondare nei supplementari. Evidentemente non ha perso il “vizietto”. La squadra, dopo aver trovato il doppio vantaggio, si è colpevolmente rilassata. E ha tirato i remi in barca, convinta che sarebbe bastato gestire il match.

Il canovaccio non è sbagliato, ma l’interpretazione…

In sé, l’idea di Allegri non è sbagliata. L’interpretazione del match, però, lascia a desiderare. Non è sbagliato concedere campo all’avversario costretto a recuperare. È un modo per stanarlo. Errato, però, arretrare così tanto il baricentro. La Juventus è stata anche in dieci dietro la linea del centrocampo rinunciando, di fatto, a giocare. Risultato: la squadra si è ritrovata troppo schiacciata e con spazi enormi da percorrere per ripartire. E ha consegnato pallone e partita agli avversari. Al netto delle assenze, è intollerabile che il Tottenham abbia chiuso il match con il 67% di possesso palla. Numeri che testimoniano un atteggiamento rinunciatario, quasi da provinciale che, ritrovatasi in vantaggio, non ha saputo come gestire il match. E adesso una qualificazione quasi in tasca si trasforma in un percorso complicatissimo.

Allegri sbotta, stanco della graticola?

Il tecnico toscano è il principale colpevole. E ha accusato evidentemente il colpo. Allegri non ha reagito con la consueta serenità alle critiche. Anzi. Ha tradito un nervosismo che non lascia ben sperare. È vero che non si può arrivare sempre in fondo alle competizioni europee ma è altrettanto innegabile che il Tottenham sia un avversario alla portata di una squadra che ha ambizioni importanti. Allegri, di fatto, ha alzato bandiera bianca, dichiarando che spagnole e Bayern Monaco hanno un qualcosa in più. Affermazione grave, forse figlia di un legittimo risentimento. Non è facile, dopo tre scudetti e due finali di Champions centrate, sentirsi perennemente messo in discussione. E lo sfogo è comprensibile. Adesso, però, urge riordinare le idee. Il calendario non concede tregua e la Champions non è ancora finita. Anche se serve una piccola impresa.