Elisa Ferro Luzzi

Cuba e Stati Uniti tornano a sfidarsi a L’Avana in amichevole questa sera alle 22 (ora italiana). Una partita dal sapore storico tra due Paesi che giocarono in terra cubana il 20 luglio 1947 (Cuba-Stati Uniti 5-2, gara valida per il North American Football Confederation Championship) e che negli ultimi 69 anni si sono affrontati sull’isola caraibica soltanto un’altra volta, ovvero il 6 settembre 2008 nella partita valida per la qualificazione ai Mondiali 2010 vinta dagli States con un gol di Clint Dempsey. Non può e non potrà mai essere, questa, una partita come tutte le altre ma la speranza è che lo diventi presto visto il disgelo che c’è stato nel marzo scorso quando Barack Obama è diventato il primo presidente degli Usa a recarsi a Cuba dopo 88 anni.

L’impresa dei Cuba Cinco nel 2008

Dalla partita di qualificazione ai Mondiali sono passati otto anni e sono cambiate un po’ di cose: all’epoca ai cittadini americani era vietato recarsi a Cuba se non per scopi umanitari o di studio e non era comunque consentito loro spendere soldi nell’isola. E infatti, quel 6 settembre 2008, all’Estadio Pedro Marrero di tifosi americani sugli spalti ce ne erano cinque che erano riusciti clandestinamente a raggiungere l’impianto e che furono ribattezzati i Cuba Cinco. Quattro uomini e una donna che decisero di sfidare le imposizioni del governo americano solo per seguire la nazionale col volto coperto dalla bandiera a stelle e strisce, alla faccia del resto del paese che all’epoca non dava molta importanza al calcio. “Eravamo un po’ spaventati  – dichiara oggi Douglas Zimmerman, uno dei cinque – ma sapevamo che non stavamo facendo niente di male e, caspita, ci stavamo andando a giocare la qualificazione ad un Mondiale, impossibile non esserci!”.

I Cuba Cinco allo stadio de L'Avana

I Cuba Cinco allo stadio de L’Avana

Si tratta del terzo evento sportivo organizzato da Cuba e Stati Uniti nell’ultimo anno e mezzo. Nel giugno del 2015, infatti, i New York Cosmos hanno affrontato la nazionale cubana a L’Avana; a marzo di quest’anno Obama e Raul Castro sono stati spettatori eccellenti della partita di baseball tra i Tampa Bay Rays e la nazionale dell’isola. Il 18 luglio 2015 altro incontro calcistico tra Usa e Cuba, a Baltimora: gli States si sono imposti con un tennistico 6-0. C’è grandissima soddisfazione in città per essere riusciti ad organizzare l’appuntamento più atteso dell’anno: grande orgoglio da parte della nazionale cubana ma anche da parte di quella a stelle e strisce per un evento dal significato enorme. “Siamo felici di avere l’opportunità di andare con la nostra squadra a Cuba” ha commentato il ct degli Usa Jurgen Klinsmann -. Oltre a essere una sfida molto competitiva, sarà un’opportunità unica per tutto il gruppo e per il bene del calcio”.

Obama e Raul Castro

Obama e Raul Castro

A Cuba il calcio ha un buon seguito, ma il movimento è stato affossato dalla Rivoluzione castrista che a partire dal 1959 vietò il professionismo e si concentrò sul baseball o il pugilato, sport in cui i cubani se la potevano giocare alla pari con gli odiati americani. Il professionismo è stato consentito soltanto nel 2013, da poco è stato abolito il divieto di trasferimento all’estero a patto che il 20% dei guadagni dell’atleta entri nelle casse del governo cubano. Un modo, questo, per contrastare la politica del “wet foot, dry foot” introdotta dall’amministrazione Clinton: chi fugge dall’isola e mette piede sulle coste statunitensi può rimanere e, dopo un anno, chiedere la cittadinanza mentre chi è soccorso in mare viene rimpatriato. A gennaio, Maykel Reyes e Abel Martinez sono diventati i primi calciatori cubani a trasferirsi legalmente in un club straniero ovvero il Cruz Azul, squadra messicana che milita in seconda categoria. Ad oggi, molti altri calciatori cubani sono in trattativa con club di Panama, El Salvador, Honduras e Giamaica.

Reyes e Martinez, i primi due calciatori cubani a giocare all'estero

Reyes e Martinez, i primi due calciatori cubani a giocare all’estero