Vincenzo Marangio

Dalla polvere all’altare, poi di nuovo nella polvere, in alcuni casi pure sotto. Tutto finito prima ancora di cominciare? O forse è addirittura inutile ripartire? Anche se…

Altalena di emozioni tipica del “calcio” d’agosto (no, le virgolette non sono messe a caso…), quando in ufficio con l’aria condizionata accesa a palla o in spiaggia sotto l’ombrellone con il giornale in mano, i tifosi attendono notizie di mercato e sognano, in piena crisi d’astinenza, i destini del prossimo campionato. Ad ogni acquisto o cessione la griglia si compone e scompone, senza logica alcuna. E allora, spazio alle amichevoli. Ma anche qui sono poche le cose a cui dare realmente importanza.

Come primo esempio prendiamo il Bayern Monaco di Carlo Ancelotti: il buon Carletto ha deciso di sperimentare, schierando soprattutto tante riserve e nuovi giovani calciatori, come il portiere classe 2000 Christian Fruchtl, per abituarli a sfide di portata europea e farsi trovare pronti in caso di evenienza. Risultato? Il Bayern Monaco tra International Champions Cup e Audi Cup ha raccolto soltanto una vittoria e una serie impressionante di sconfitte. Senza abbattersi perché, quando poi toccava fare sul serio, Ancelotti contro il Borussia Dortmund, sia pure ai calci di rigore, ha portato il primo trofeo a casa.

Il Bayern di Ancelotti è stato fermato dall'Hoffenheim di Nagelsmann

Il Bayern di Ancelotti alle prese con un precampionato non molto convincente

E veniamo alle italiane. A partire dal Napoli, con Sarri che gioca a nascondino in conferenza stampa, dicendo che per lo scudetto la sua squadra è ancora indietro, salvo poi mostrare in campo la forza di una squadra che gioca praticamente a memoria, almeno per un’ora di gioco. Quando si fermano le gambe o entrano le riserve, la magia svanisce e riaffiorano i problemi. Succede contro l’Atletico Madrid, il Bournemouth e il Chievo Verona.

Le verità nascoste di Sarri

Che la squadra giocasse a memoria era chiaro già l’anno scorso, ma da queste amichevoli però è ormai evidente che il Napoli può incantare anche in Europa. Basta usare bene la coperta, che non è troppo corta ma neanche sufficientemente lunga. Soprattutto in difesa, dove anche Sarri deve sforzarsi di cambiare qualcosa nella sua ferrea logica di marcature su calcio da fermo.

Il polacco Milik, di nuovo disponibile al 100% dopo l’infortunio dello scorso anno

Tante verità nascoste anche nella Juventus di Massimiliano Allegri. I campioni d’Italia, sono chiamati a misurarsi in Italia e in Europa con una difesa inevitabilmente più debole (vista la partenza di Bonucci) e con dei meccanismi da risistemare, perché questa squadra sta cambiando definitivamente volto. La Vecchia Signora continua nel suo restyling per restare affascinante ed esserlo soprattutto in Europa. Sono arrivati Douglas Costa e Bernardeschi (per ora) e Keita è ad un passo. Sono andati via Bonucci e Dani Alves e con ogni probabilità verrà sostituito solo il brasiliano, con l’arrivo di De Sciglio e forse quello di Cancelo. È inevitabile pensare che ad agosto la macchina possa non funzionare benissimo. Il problema è che il 13 c’è la Supercoppa e il 20 comincia il campionato.

Le verità nascoste di Allegri

Fino ad ora non si è visto il vero volto della Juventus. E non soltanto per i carichi di lavoro e per i tanti spostamenti oltreoceano, che non facilitano l’adattamento. I bianconeri stanno cambiando pelle e mentre fino all’anno scorso partivano con la certezza di una difesa collaudata, ora mancano gli equilibri già da dietro. Quindi il lavoro per Allegri sarà più lungo e ci vorrà pazienza da parte dei tifosi. Ma con i giusti rinforzi dal mercato e limitando i danni nel tempo di assestamento, la Juventus può fare un ulteriore step di crescita, che potrebbe convertire molto presto i giudizi negativi dell’ingannevole calcio d’agosto.

Alex Sandro, pedina insostituibile per Allegri

Non si può giudicare il Milan, che ha cambiato molto e resta la squadra più indecifrabile al momento. Bisogna prendere con le pinze il doppio successo col modesto Craiova nella prima gara ufficiale, nella quale peraltro non hanno potuto avere spazio Biglia e Bonucci, fermati dalle fideiussioni. Possiamo invece già formulare un giudizio sulle verità nascoste di Spalletti e della sua Inter. I nerazzurri, tanto bistrattati per un mercato sonnolento che pian piano prenderà il volo, sono parsi la squadra più equilibrata al momento. O perlomeno sembra che Spalletti abbia già trasferito alla squadra la propria anima e un’idea di gioco. Ma molti dei protagonisti di questo precampionato non ci saranno quando il gioco diventerà serio, quando partirà la stagione. E allora bisognerà capire se chi verrà al posto dei “titolari d’agosto” digerirà altrettanto bene i dettami del tecnico, portando avanti un progetto che ad ora sembra convincente, ma di cui non ci si può fidare ad occhi chiusi.

Le verità nascoste di Spalletti

Il mercato tardivo potrebbe stravolgere l’idea che ci siamo fatti dell’Inter fino ad ora. Spalletti ha trovato la quadratura di un cerchio che cambierà molti elementi e allora potrebbe essere necessario ridisegnare il tutto. A meno che non si proceda con un graduale inserimento dei nuovi tasselli che, però, avranno poco tempo per comprendere il disegno di Spalletti intatto impreziosendolo con ricami vincenti.