Redazione

Re Carlo ha chiuso il cerchio. Con la vittoria della Bundesliga con il Bayern Monaco, quinto titolo consecutivo per i bavaresi, Ancelotti conquista il quarto titolo nazionale nei cinque campionati in cui ha allenato. In Italia è stato il tecnico di Reggiana, Parma, Juventus e Milan, con cui ha vinto tutto: una Coppa Uefa nel 1999 con i bianconeri, uno scudetto (2004), una Coppa Italia (2003), una Supercoppa italiana (2004), due Champions League e due Supercoppe Europee (2003 e 2007) e un Mundialito (2007) con il Milan.

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Il tweet ufficiale con cui Carlo Ancelotti ha celebrato la vittoria in Bundesliga.

Il viaggio europeo parte nel 2009

Terminata l’esperienza con i rossoneri, ultima panchina nostrana sui cui si è seduto, il gran tour del Vecchio Continente per Ancelotti è iniziato nel 2009 con il Chelsea di Abramovich. Al termine della stagione 2009-2010 fa sua la Premier League. E’ il primo tecnico italiano a vincerla. In Inghilterra, in due stagioni e mezza, porta a casa anche una Community Shield e una Coppa d’Inghilterra. Chiusa male l’esperienza con i Blues, dopo 6 mesi di attesa, è stato chiamato dal Paris Saint Germain. L’esordio a campionato in corso non si conclude per il meglio, perché nelle ultime giornate la sua squadra crolla. La vittoria della Ligue 1 arriva l’anno successivo, nel 2013, con due giornate di anticipo. Si tratta del terzo titolo per i francesi, arrivato dopo 19 anni di attesa. A giugno dello stesso anno firma un triennale con il Real Madrid. In Spagna non riesci a conquistare la Liga, ma mette nella bacheca dei Blancos la tanto attesa Decima nel 2014. E’ l’unico allenatore insieme a Bob Paisley (Liverpool) ad averne vinte tre. La vittoria in Champions League gli vale un credito enorme tra calciatori e tifosi. Con il Real porterà a casa anche Supercoppa Europea e un Mundialito, oltre a una Coppa di Spagna, sempre nel 2014. A maggio del 2015 viene addirittura esonerato. A dicembre dello stesso anno il Bayern Monaco ne annuncia l’ingaggio per la stagione successiva, suscitando non poche polemiche. Re Carlo ha il compito di far dimenticare il guardiolismo, così come a Madrid aveva cancellato il mourinismo (che invece una Liga l’aveva vinta). Con i tedeschi vince una Supercoppa di Germania e la Bundesliga al primo colpo, con tre giornate d’anticipo. In Champions grida ancora vendetta l’eliminazione subita nei quarti di finale contro il Real Madrid a causa di clamorose sviste arbitrali.

Carlo Ancelotti con la “Decima”.

IL FUTURO NON E’ SCRITTO
Classe 1959, amante della buona tavola, spiritoso, amatissimo dai proprio calciatori. Che farà Carlo Ancelotti da grande? La Nazionale italiana lo ha già visto come vice di Arrigo Sacchi dal 1992 al 1995. Difficile ritrovarlo sulla panchina di un altro club italiano, il suo ingaggio ormai è fuori mercato per la Serie A, e anche la stessa scelta di cuore nei confronti della Roma è un’idea romantica che non ha mai avuto nulla di concreto se non qualche sorriso affettuoso. La Premier League? Potrebbe essere una destinazione futura. Ma non prima di aver completato un altro capolavoro: vincere la sua quarta Champions League da allenatore, ma con tre squadre diverse. Re Carlo, il conquistatore dell’Europa: nessuno aveva mai osato tanto.