Francesco Cavallini

Se siamo con Ancelotti? Non posso rispondere a questa domanda. Robben è esperto e sapeva bene che qualsiasi dichiarazione al riguardo avrebbe causato ripercussioni importanti. Confermare, anche in maniera non convinta, che la squadra seguiva i dettami del tecnico avrebbe messo Carletto in difficoltà, visti i risultati. Sostenere che fosse venuta a mancare la fiducia della squadra nei confronti dell’allenatore avrebbe comunque potuto portare all’esonero. 

Un rapporto destinato comunque a finire presto

Il tecnico italiano si trovava in una posizione spinosa, in cui nè i giocatori nè le alte cariche del club erano particolarmente convinti di voler continuare il rapporto. Che ha portato a Monaco di Baviera il minimo sindacale, la Bundesliga conquistata nella scorsa stagione, ma che non è mai decollato davvero. Il regno di Ancelotti ha spesso trovato un’opposizione concreta, sia tra i tifosi che tra i suoi calciatori. E quindi, come sempre, arriva il dubbio. Possibile che la squadra abbia “agevolato” l’addio del tecnico perdendo rovinosamente contro il PSG? E più in generale, accade davvero che un gruppo decida di giocare contro il suo allenatore?

Succede che la squadra giochi contro?

Accade, anche se nessuno lo ammetterà mai apertamente, dato che comprometterebbe non poco il profilo professionale dei calciatori coinvolti. Ma accade. Crisi di rigetto improvvise, sconfitte troppo brutte per essere vere, apaticità in campo, sempre in momenti in cui la panchina del malcapitato già traballa di suo. Troppe coincidenze, no? Senza dover scomodare Brian Clough, poco cerimoniosamente messo alla porta dai calciatori del Leeds dopo appena 44 giorni di contestatissimo regno, i casi sono molti, anche in Italia.

Ranieri e Benitez vittime sacrificali

Ranieri ne sa qualcosa. Nel 2011 Re Claudio lasciava Roma dopo una sconfitta che definire incredibile è un eufemismo (da 0-3 a 4-3 a Genova), sostenendo di aver bisogno di una frusta per tenere a bada lo spogliatoio giallorosso. Circa sei anni dopo anche il suo Leicester dei miracoli si è sciolto come neve al sole, risorgendo poi come albionica fenice nelle mani di Shakespeare. E il dubbio è legittimo: possibile che la squadra campione d’Inghilterra (seppur in una stagione che ha dell’assurdo) non sapesse più giocare a calcio? Che i giocatori, che l’anno prima avrebbero dato il sangue per il Leicester, non si impegnassero più come una volta? Possibile, certo, ma improbabile.

Anche a Milano sponda Inter i calciatori non si sono certo strappati i capelli quando Benitez ha risolto dopo qualche mese il suo contratto con la società nerazzurra. E ancora più contenti sono stati quelli del Real, anche considerando che al suo posto al Bernabeu è arrivato Zidane e sappiamo tutti come è andata a finire. Zidane che però ora pare avere qualche problema di suo, ingigantito dall’avvio stentato dei Blancos nella Liga. E già qualcuno sul Manzanarre mormora. C’è qualcuno che rema contro. Possibile? Accade. Persino all’invincibile Real Madrid.