Matteo Muoio

Né Morata né Belotti, il nuovo numero 9 del Milan è il portoghese André Silva. L’ultima candidatura, in termini di tempo, si è rivelata quella buona. Al Porto 38 milioni tra fisso e bonus – 34 più 4 – che ne fanno il secondo acquisto più costoso della storia rossonera dopo un altro portoghese, Manuel Rui Costa. I contatti erano partiti la notte di Cardiff: Fassone e Mirabelli avevano incontrato Jorge Mendes, procuratore del ragazzo, per sondare il terreno e chiedere informazioni. Hanno studiato la situazione, vagliato le alternative e affondato il colpo. “Permettetemi di presentare il nostro nuovo gioiello”, esordiva così ieri, alla presentazione del ragazzo, l’ad rossonero, fortemente convinto della bontà del colpo. Non potrebbe essere altrimenti, ha messo le mani su uno dei prospetti più interessanti d’Europa nel ruolo.

Silva con la maglia del Porto

Andrè Silva, il futuro del calcio portoghese. Parola di Ronaldo

Di Andrè Silva fummo tra i primissimi a scrivere, ormai quasi un anno fa. Il Porto si apprestava ad affrontare la Roma nel preliminare di Champions e puntava molto sul classe ’95, autore di un precampionato da urlo. In prima squadra aveva esordito nel dicembre 2015, da lì altre 9 apparizioni in campionato ed un gol, più una doppietta nella sfortunata finale di Coppa del Portogallo persa ai rigori contro il Braga. Prima aveva fatto tutta la trafila delle giovanili, rendendosi grande protagonista in Youth League, poi si era imposto con la squadra B. Ai giallorossi segnò un gol all’andata, il preludio di una stagione fantastica. Ha tenuto la media complessiva di quasi un gol ogni 2 partite in tutte le competizioni – 21 in 44 presenze -, mettendo a referto 8 assist per i compagni. Dopo il glorioso Europeo di Francia Fernando Santos ha cominciato a convocarlo in Nazionale e anche lì il ragazzo di Baguim è stato protagonista assoluto con 7 gol in 8 presenze: contro Far Oer, ad ottobre, è diventato il più giovane autore di una tripletta nella storia della Seleção das Quinas . Dei lusitani è inoltre il miglior realizzatore della storia in U.20 e U.19, rispettivamente con 8 e 16 gol, in U.21 conta più reti, 4, che presenze, 3. In patria c’è intorno al ragazzo un’attenzione e un clamore mediatico secondi solo a quanto succede con Cristiano Ronaldo: tifosi e addetti ai lavori sono convinti che con Silva sia finalmente risolta l’annosa questione del 9 di livello, figura attesa come un Messia dal Portogallo del calcio. Tant’è vero che proprio CR7, quanto di più vicino ad una divinità nell’immaginario calcistico lusitano, lo ha già eletto suo erede“Quando mi ritirerò, il Portogallo sarà comunque in ottime mani. Abbiamo trovato un grande attaccante come André Silva”, così parlava il fenomeno del Real poco più di un mese fa. Un’investitura pesantissima.

Andrè Silva e Ronaldo in Nazionale

CARATTERISTICHE
Da giovanissimo giocava più dietro e lo chiamavano Deco, come l’ex fantasista di Porto e Barcellona. Perchè, se è vero che l’istinto è quello del bomber di razza, il piede è – quasi – da fantasista. In un periodo storico-calcistico che vede il falso nueve sulla cresta dell’onda, Silva prova la rivoluzione del falso diez, maglia che ha sempre indossato al Porto e molto spesso con il Portogallo. Un puntero che all’occorrenza può giocare anche da seconda punta, come fa in Nazionale con Ronaldo. Abbina fisico – 185 cm – e velocità, ha un progressione devastante: ricorda molto Morata in questo senso. Lavora benissimo di sponda, in altri tempi lo avremmo definito un perfetto attaccante di manovra. Deve migliorare nel gioco aereo, ma tempo e capacità sono dalla sua parte.