Redazione

L’Empoli passeggia a Bari. Risultato clamoroso al netto del risultato finale. Grosso è uscito a pezzi dalla sfida con i toscani. Pugliesi surclassati sul gioco. E al San Nicola è andati in onda la rivincita di Andreazzoli. Giunto in Toscana fra lo scetticismo generale e presa in mando una squadra che non sapeva più vincere, l’ha ribaltata. E adesso coglie i frutti: sette punti in tre partite, vittorie a Bari e Perugia, non certo due campi facili. L’Empoli torna in zona A e prova a vedere l’effetto che fa. La sfida è lanciata. E la sensazione è che possa essere vinta.

Cambio di modulo e l’Empoli vola

Andreazzoli ha rivoluzionato l’Empoli? In realtà ne ha semplicemente assecondato le caratteristiche: dal 3-5-2 di Vivarini, prevedibile e spesso poco premiante in fase offensiva, si è passati al 4-3-1-2, un modulo che da queste parti conoscono bene ed è forse nel DNA di questa squadra. È stato sufficiente spostare Zajc alle spalle di Donnarumma e Caputo per armare a dovere le due bocche da fuoco che forse (anche senza forse) rappresentano il top di gamma del campionato cadetto.

La chiave? La posizione di Zajc e una nuova filosofia

La qualità dello sloveno, del resto, è una discriminante fondamentale nei nuovi movimenti richiesti dall’allenatore. Da esterno, il ragazzo è stato restituito a un ruolo molto più congeniale alle su caratteristiche e tutta la manovra ne ha tratto vantaggio. L’Empoli prevedibile di fine 2017 è stato sostituito da una squadra che propone un calcio assolutamente verticale. I toscani adesso sono corti e con il baricentro spostato più in avanti. Equilibrio garantito da una maggiore copertura fornita dai due esterni bassi. E poi la regola più antica del mondo: chi ha il pallone, lo leva agli avversari. L’Empoli gioca in un fazzoletto di campo e molto nello stretto, ma alla costante ricerca della profondità. Poche soluzioni e tutte efficaci.

Andreazzoli non è l’ultimo arrivato

Andreazzoli, del resto, non è l’ultimo arrivato: ha vissuto da anni come tattico all’ombra di tecnici affermati e adesso vuole fare da sé. Beh, l’impressione è ottima. Adesso non resta che finire il lavoro. Andreazzoli, che sinora è stato associato al grande calcio come “inventore”  dell’Aurelio (la giocata di Rodrigo Taddei ai tempi della Roma) e per aver perso una finale di Coppa Italia da subentrato a Zeman (che continua a perdere punti con il Pescara), può tornare in serie A. E stavolta non da traghettatore, ma da protagonista.