Stefano Impallomeni

A Carrington non ci sono soltanto Mourinho e i suoi problemi. Lo United sembra voler uscire dalla crisi in ogni modo. Nell’ultimo turno di Premier ha sbancato Swansea grazie alla prepotenza di Ibra e ai volteggi tecnici e potenti di Pogba. C’è voglia di rifarsi. Mou prepara la rincorsa immaginando una rimonta disperata. Il Liverpool vola, il Chelsea di Conte è forse la squadra più quadrata: segna a ripetizione e non prende più gol. Il City regge, l’Arsenal è la solita promessa non mantenuta. Staremo a vedere come si svilupperà questa Premier. Intanto, però, a Carrington c’è qualcuno che sta facendo sognare un intero ambiente. Una specie di Pele’ del terzo millennio, agile, già “vecchio” nelle giocate, maturo per fare già il grande salto. Il suo nome è Angel Gomes, 17 anni il prossimo agosto, un “10” a tutto campo, che rende di più se gioca vicino agli attaccanti. Il suo controllo di palla è mostruoso. Non è da circo, sa quando giocare di prima e quando andare in dribbling. Difficilmente perde il possesso del pallone, partecipa alla manovra collettiva, ha un destro morbido, calcia bene le punizioni, ha un buon lancio e un tiro importante.

angel gomes scheda

Lo United spera che Angel Gomes diventi il nuovo Best

Gomes sembra venuto da un altro calcio. È davvero unico nel modo di interpretare il ruolo. Ha una tecnica anni ’80. Sulla velocità di base deve migliorare parecchio, ma il repertorio e la personalità sono sbalorditivi. Mi sbilancio. Se non si rovina o se non lo rovinano, il Manchester United avrà un possibile campione dalle dimensioni ancora non del tutte definite. Ne abbiamo visti tanti di fenomeni che non hanno saputo mantenere le promesse, il rischio del fallimento esiste, ma è potenzialmente più facile che Gomes ce la faccia. Il ragazzo – dicono da quelle parti –  è serio, con la testa sulle spalle e sarebbe in grado di capire, nonostante l’età, cosa gli potrebbe portare il suo innegabile talento. La stampa, per ora, non ne parla. Soltanto a Manchester, specialmente la TV tematica del club lo sostiene senza avere mezze misure. Il sogno è di riavere tra le mani e soprattutto tra i piedi, dopo molti anni, un tipo alla Best o alla Bobby Charlton. Paragoni ingombranti e pericolosi, ma Gomes in campo, vederlo all’opera, impressiona sempre di più.

Il suo vantaggio è quello di aver giocato quasi sempre sotto età. Gomes ha giocato sempre con i più grandi di lui. Già capitano dell’Under 16 inglese, stella incontrastata dello United, a livello giovanile  è  il più forte che ci sia in circolazione. È under 18, ha avuto un avvio di stagione eccellente ed è nei pensieri di Mourinho, che lo starebbe seguendo con interesse. Gomes è figlio d’arte. Figlio di Gil, attaccante non eccezionale, ma campione del mondo Under 20 con il Portogallo (parentesi anonima anche con l’Avellino nel ’99) e un fine carriera tutto British. Per questo motivo Gomes è inglese, nato a Londra, con parentele illustri e sponsor qualificati. Nani, ex Red Devils, è suo cugino e Nick Butt, ex bandiera United e ora capo dell’Academy, ha pochi dubbi sul suo successo. Mi accodo. Di Gomes ne sentiremo parlare. Sarebbe un peccato, se non riuscisse a diventare un campione.