Elisa Ferro Luzzi

26 settembre 1973. Esattamente 43 anni fa la grande Anna Magnani, attrice simbolo del cinema italiano ma soprattutto della romanità sul grande schermo, si spegne nella clinica Mater Dei ai Parioli all’età di 65 anni stroncata da un tumore. L’Italia, ma soprattutto Roma, perde e piange il simbolo del suo neorealismo: antidiva per eccellenza, la Magnani ha spesso interpretato con uno stile inimitabile il personaggio della popolana focosa e sboccata, ma allo stesso tempo sensibile e generosa, incarnazione dei valori genuini dell’Italia più povera e della romanità più profonda. E’ ricordata per quella sua inarrivabile e passionale carica umana, che talvolta sfociava in sanguigne manifestazioni di rabbia o di affetto che la distinguevano dalle altre attrici; è considerata un’inarrivabile interprete e al tempo stesso una donna forte e sensibile, anche se profondamente tormentata a causa della sua storia personale fatta soprattutto di abbandoni a cominciare da quello, mai superato, della madre in tenera età .“Ho scelto questo mestiere perché volevo essere amata, per ricevere quell’amore sempre mendicato” le sue parole.

Nannarella, meglio la Roma o la Lazio?

Nata il 7 marzo 1908, nonostante alcune fonti dicano Alessandria d’Egitto, Anna Magnani ha sempre sostenuto di essere venuta al mondo a Roma, città dalla quale ha preso tutta la grande passionalità e la smisurata forza d’animo che l’hanno sempre contraddistinta. Celebri le sue interpretazioni, soprattutto in film come Roma città aperta, Bellissima, Mamma Roma La rosa tatuata. Quest’ultimo le valse l’Oscar nel 1956: è stata la prima interprete italiana a vincere la prestigiosa statuetta come miglior attrice protagonista.

Di lei sappiamo un po’ tutto: dai lavori con i maggiori registi italiani dell’epoca alla relazione con Rossellini, passando per, appunto, l’Oscar e il figlio Luca che ha cresciuto da sola. Sappiamo addirittura che le hanno dedicato un cratere di 26 km sul Pianeta Venere. Ma c’è una cosa che non ancora non è chiara ed è oggi motivo di discussione e litigio su molti forum: Anna Magnani, romana doc, faceva il tifo per la Roma o per la Lazio? Si narra che nel corso della sua vita si sia sempre dichiarata tifosa biancoceleste e che spesso si facesse vedere in giro con giocatori della Lazio. Per scopi benefici, a quanto pare.

Anna Magnani con Uber Gradella e altri giocatori laziali (foto Lazio Wiki)

Anna Magnani con Uber Gradella e altri giocatori laziali (foto Lazio Wiki)

Ma in un libro edito nel 1956, “L’aquila e i lupi”, scritto da Golfiero Colonna, si evidenzia l’appartenenza di Nannarella alla tifoseria romanista. L’autore era un produttore cinematografico e scrittore, attivo negli anni ’50, molto addentro al mondo dello spettacolo e dunque bene informato. Oltre a questo, c’è un video che inchioda la Magnani in Tribuna a sostenere i giallorossi, a rischio retrocessione, durante Roma-Sampdoria del 1951

Ma i tifosi laziali non demordono: dopo la Sora Lella, la cui fede biancoceleste è conclamata (“Io so’ della Lazio perché quando ero bambina a Roma c’era solo la Lazio” dichiarò in un’intervista l’indimenticabile Elena Fabrizi), tra le attrici romane c’è Anna Magnani nel folto elenco di ”vip” con la sciarpa biancoceleste al collo. Se andiamo ad analizzare i vari forum dedicati al club capitolino, tra Anna Falchi, Tania Zamparo e Ilaria D’Amico spunta Nannarella. Personaggio molto diverso dagli altri, più profondo, più romano e per questo ancora più affascinante. Nei forum romanisti, invece, si accusano i laziali di essersi appropriati senza motivo della loro illustre tifosa; addirittura, si analizzano e mettono a confronto le frasi dei suoi celebri film in cui sembra gradire di più la Roma (dimenticando che, tendenzialmente, i film vengono scritti dagli sceneggiatori e non dagli attori stessi, anche se qualche ”licenza poetica” è spesso concessa). Molto probabilmente, alla Magnani non importava più di tanto né dell’una né dell’altra e, se oggi potesse leggere le varie discussioni in merito, si farebbe le sue famose grasse risate. Noi la vogliamo ricordare così: