Redazione

La sconfitta contro l’Irlanda, la prima della nazionale di Conte in una gara ufficiale, ha tolto una buona fetta di quella sicurezza acquisita con il bel successo sul Belgio di dieci giorni fa. Gli azzurri, complice anche la vittoria stentata contro la Svezia, adesso temono davvero la sfida di lunedì con la Spagna bicampione d’Europa.

Italia, l’attacco non punge

Anche i numeri della prima fase di Euro 2016 non aiutano a ritrovare fiducia: l’Italia ha segnato 3 gol. Solo la Germania, tra le prime classificate dei sei gironi, ha segnato altrettante reti, non subendone però nessuna. Tra le fantastiche sedici degli ottavi di finale, invece, hanno segnato meno degli azzurri Svizzera, Polonia, Irlanda del Nord e Irlanda: 2 gol realizzati nelle tre gare dei gironi eliminatori. Preoccupanti le difficoltà offensive degli azzurri che, contro l’Irlanda, hanno tirato nello specchio della porta soltanto una volta, con El Shaarawy, pur colpendo anche un palo con Insigne. L’Italia è al 16° posto per tiri nello specchio dopo la prima fase di Euro 2016: sono soltanto 9 le conclusioni tra i pali in tre gare. In testa alla graduatoria c’è il Portogallo, con 22 tiri.

Gli azzurri scendono addirittura al 21° posto, su 24 nazionali, contando i tiri totali verso la porta avversaria (tra i pali, fuori e respinti): sono 24 contro i 69 del Portogallo, leader anche di questa classifica. Nella graduatoria dei passaggi riusciti e tentati non poteva che essere in testa la Spagna del tiki-taka, mentre gli azzurri sono a metà del guado, al 12° posto.

Anche la classifica dei calci d’angolo a favore, 17 per gli azzurri contro i 30 del Portogallo leader, dà una conferma delle difficoltà della squadra di Conte negli ultimi 16 metri. Il possesso palla totale (48%) non rincuora il commissario tecnico italiano dal momento che Germania (66%), Portogallo (61%), Spagna (61%), Inghilterra (58%) e persino la Svizzera (58%) hanno fatto molto meglio della nazionale azzurra che è al 13° posto. L’unica classifica in cui l’Italia primeggia è quella delle ammonizioni (10 come la Romania) in virtù anche di tanti falli commessi (49, soltanto la Romania ne ha fatti di più, 52). L’agonismo, insomma, è l’unica vera arma che adesso abbiamo. Contro la Spagna, lunedì pomeriggio, servirà qualcosa di più.