Redazione

Aubameyang, un piccolo mistero dell’estate. Il ragazzo aveva tanta voglia di Milan, ma non è stato possibile ricongiungersi. Cosa è successo? Perchè un matrimonio così desiderato è saltato?

Luglio, col bene che ti voglio

La storia nasce ai primi di luglio, quando il calciatore e la sua ex vivono il più classico dei ritorni di fiamma. Fra sussurri e “cinguettii” la storia definisce i propri contorni sino a trasformarsi in una trattativa. Il Milan è in pieno mercato: Fassone e Mirabelli lavorano come fabbri e forgiano una squadra assolutamente competitiva. C’è tutto? No, manca l’attaccante. Se ne parla dopo ferragosto….

Il Milan ha tre idee per la punta: la prima, economica e funzionale. Kalinic. La seconda, affascinante e costosa: Belotti. Aubemayang si inserisce come terzo incomodo, ma con buone speranze. Poco prima di ferragosto la trattativa diviene “ufficiale”. Il Borussia spara altissimo: 80 milioni di euro. Il Milan ci pensa e vola in Cina. In Oriente, dove Aubameyang sarebbe un profilo perfetto. Gli esperti di marketing calcistico asiatico, “battezzano” l’affare: nel pubblicizzare il Milan village, appare propro Aubemayang…

Agosto, Milan mio non ti conosco…

Ferragosto si avvicina, ma l’affare non si sblocca. Aubemayang continua a lanciare messaggi, più o meno criptati, sino a uscire palesemente allo scoperto: “Io voglio il Milan, ma loro stanno dormendo. Che devo fare?”. Poi ironizza su un possibile passaggio alla Pro Vercelli, poi si annuncia con la maglia numero 7. Insomma, un corteggiamento in piena regola. Al Milan servirebbe, eccome: ma ha una lista di pretendenti molto lunga e un prezzo troppo alto. Il Borussia non si muove dalla richiesta. Il Milan ha bisogno di incassare dalle cessioni. E poi ha già scelto di puntare 40 milioni su un talento portoghese. Andrè Silva, “fratellino” di Ronaldo, figlioccio di Mendes. Il potentissimo procuratore ha già chiuso per il proprio assistito. Aubemayang è un bellissimo sogno, ma ci vogliono i soldi anche per trasformarlo in realtà. Spendere 70 milioni era faticoso. E forse è stato anche giusto non farlo. E poi è arrivato Cutrone…che ha messo tutti d’accordo.