Redazione

Comunque vada, sarà un insuccesso. Australia e Honduras si giocano l’ingresso a Russia 2018, sapendo che una delle due vedrà interrotta la propria striscia di partecipazioni consecutive alla Coppa del Mondo. I canguri sono presenti dal 2006, quando fu l’Italia di Lippi ad eliminarli agli ottavi di finale con un rigore di Totti a tempo scaduto. I centroamericani hanno invece staccato il biglietto sia per il Sudafrica che per il Brasile, ma devono ancora assaporare la gioia della vittoria. Difficile capire se lo faranno, perché lo 0-0 maturato in Honduras all’andata non gioca esattamente a loro favore.

La brillantezza della gioventù…

Di fronte poi c’è una squadra che, nonostante tre sconfitte in tre incontri al Mondiale 2014, rappresenta un movimento in continua crescita. La new Generation, quella che ha alzato la Coppa d’Asia 2015, è pronta a portare l’Australia in Russia. Già, perché l’Australia da ormai più di dieci anni partecipa alle competizioni e alle qualificazioni della Federazione Asiatica. Troppo limitato e limitante il calcio dell’Oceania, meglio mettersi alla prova con squadre meno vicine ma più forti. E i risultati si sono visti. Buona parte degli Aussies milita ormai nei campionati europei. E a guidare la nuova generazione c’è il vecchio capitano, Tim Cahill, che punta al quarto mondiale. Sarebbe un record.

…contro il valore dell’esperienza

Al contrario, la rosa dell’Honduras è rappresentata dalla vecchia guardia. Tutti calciatori molto esperti, a partire dal capitano Figueroa e dagli inossidabili Garcia e Costly, rispettivamente pilastri della difesa, del centrocampo e dell’attacco. L’esperienza è però controbilanciata da un altro dato: la maggior parte dei calciatori centroamericani milita in squadre del campionato casalingo, con qualche rara eccezione come Bryan Acosta, centrocampista del Tenerife. Dei tre Palacios, primo e finora unico terzetto di fratelli che abbia mai partecipato al mondiale, resta il solo Johnny, dato che Wilson, dopo anni passati allo Stoke e poi a Miami, è attualmente senza squadra. Ma raggiungere il mondiale certamente sarebbe una spinta per farsi trovare in forma a inizio giugno 2018.

Ma il pronostico dice Australia

L’impressione però è che alla fine a staccare il biglietto per la Russia saranno gli australiani, che per valori tecnici ed esperienza internazionale sono certamente superiori agli avversari. I quali dovranno anche combattere i problemi di fuso orario e di jet-lag, oltre al caldissimo pubblico di Sydney. Ma lo spareggio precedente, quello con la Siria, ha già messo in chiaro le cose. Non esistono partite facili. E l’idea di andare al Mondiale, è in grado di moltiplicare le forze. Anche di una squadra solitamente lenta e compassata come l’Honduras.

Un caso….di spionaggio

Sul match gravita anche un piccolo giallo.  L’allenamento dell’Honduras è stato disturbato dal sorvolo di un drone. Strano. Non uno qualsiasi: quello senza pilota, utilizzato, per capirsi, nello spionaggio militare. Beh, è comparso sullo stadio di Sydney durante l’allenamento della squadra centro-americana. Alcuni calciatori honduregni intenti ad allenarsi ci hanno scherzato su ma il c.t. dell’Honduras  ha subodorato il tentativo dei “canguri” e si è imbufalito. Il problema è che non ci sono prove…