Elisa Ferro Luzzi

Un crowdfunding per salvare il club. Questo hanno organizzato i tifosi dell’Austria Salisburgo chiedendo a tutti un aiuto per non sparire nell’anonimato totale. Una squadra dai tifosi per i tifosi: l’Austria Salisburgo fin dalla sua fondazione, nel 1933, è sempre stata questo ma ora rischia di scomparire per sempre. Nel 2005 la società è stata acquistata dalla Red Bull, il logo e i colori tradizionali viola e bianco sono stati sostituiti dal logo aziendale della nota bibita, il nome è diventato Red Bull Salzburg e i tifosi che si erano opposti alla nuova proprietà si sono trovati in poco tempo senza una squadra da sostenere.

Salisburgo si ribella alla Red Bull

Ma un gruppetto di supporters ha deciso di non mollare e di rimettere in piedi lo storico Austria Salisburgo ripartendo dalle leghe amatoriali austriache. Ricordiamo che il club, nel 1994, ha giocato la finale di Coppa Uefa con l’Inter. Dalla rifondazione alla risalita: dopo una serie continua di successi (4 promozioni nei primi 4 anni di vita e l’accesso alla Erste Liga, il secondo campionato nazionale), nel 2015 la squadra è rientrata nel calcio professionistico ma purtroppo i vecchi debiti e lo spettro dell’ “altra Salisburgo” hanno infranto il sogno: all’inizio del 2016 il club ha dovuto presentare un’istanza di fallimento ed è stato condannato alla retrocessione nella terza divisione austriaca, la Regionalliga West.

La finale di Coppa Uefa Inter-Salisburgo vinta dai nerazzurri nel 1994

La finale di Coppa Uefa Inter-Salisburgo vinta dai nerazzurri nel 1994

I tifosi del Salisburgo che hanno deciso di seguire la Red Bull (RB Salzburg) proprio di questi tempi stanno protestando duramente contro Mateschitz. Il capo della multinazionale che produce la nota bibita si è rifiutato di stampare sulla maglia la stella del decimo campionato vinto. Il motivo? Andrebbe a rovinare il logo Red Bull. In più ora sta smantellando la squadra per rinforzare l’altra sua creatura, il Lipsia, attualmente la squadra più odiata di Germania. Nell’ultima stagiono sono ben 8 i giocatori del Salzburg passati al club di Bundesliga; il presidente degli austriaci, Oscar Garcia, alla chiusura del mercato è stato durissimo: “Siamo una succursale, resto solo per non lasciare soli i giocatori che sono ancora qui”. “Fin dalla fondazione era stato detto che quella della Red Bull sarebbe stata una famiglia, che avrebbe portato vantaggi anche al Salzburg – si legge in una lettera dei tifosi indirizzata alla proprietà –Capiamo i giocatori che vogliono crescere e si sentono pronti per campionati più importanti, ma non capiamo questo declassamento del Salzburg a Self Service del Lipsia. Non è possibile che vengano tolti giocatori importanti al Salzburg solo perché il signor Rangnick e il Lipsia ne hanno necessità. Chiediamo una divisione netta delle due società”. Divisione che, chiaramente, non è mai avvenuta e mai avverrà.

I giocatori del RB Salzburg festeggiano la conquista del campionato austriaco 2012

I giocatori del RB Salzburg festeggiano la conquista del campionato austriaco 2012

Il dissenso sta dilagando tra le squadre tedesche e austriache, così i tifosi dell’Austria Salisburgo hanno deciso di sfruttare l’ondata di odio in cui sembra essere stata travolta la Red Bull per dar vita ad un crowdfunding con l’obiettivo di raccogliere fondi per pagare l’affitto dello stadio, sviluppare il settore giovanile e, nel caso in cui si dovesse superare la cifra di 100 mila euro, pensare a progetti ancora più grandi. Alla raccolta parteciperanno diverse tifoserie gemellate come l’Udinese. Per dare il contribuo alla causa basta cliccare sul seguente link:

http://www.kickrs.net/it/campaign/sv-austria-salzburg-tradition-hat-zukunft