Redazione

«Anche Balotelli finisce il contratto con noi». Il congedo definitivo dal Milan arriva direttamente dal principale, quel Silvio Berlusconi che già nel gennaio 2013 definì SuperMario una «mela marcia», salvo poi ripensarci e acquistarlo dopo una ventina di giorni. A neanche 26 anni Mario Balotelli è vittima di un nuovo fallimento e rischia di essere il grande incompiuto del calcio italiano, nonostante talento e tecnica. Appena due gol segnati negli ultimi due anni in campionato sono emblematici dell’involuzione di un attaccante vittima del suo caratteraccio da primadonna e di una scarsa attitudine tattica. Vincenzo Esposito, allenatore di Balotelli ai tempi della Primavera dell’Inter, ha spiegato stamattina su Radio Sportiva come il suo ex allievo si affidi soltanto all’istinto e sia diventato incapace di lavorare in qualsiasi contesto tattico. Così difficilmente troverà una squadra di buon livello, nonostante la corte nei suoi confronti sia già iniziata da parte di tanti.

Fallimento Balotelli, torna al Liverpool

Il Milan lo rispedisce al Liverpool, con cui Balotelli ha ancora due anni di contratto, “prigioniero” di un accordo assai remunerativo per lui (6 milioni a stagione). Mister Esposito, nel suo intervento a Radio Sportiva, ha sottolineato come Balotelli, in carriera, ha sempre vissuto a sprazzi senza mai disputare un’intera stagione da protagonista. E’ accaduto nel 2013-14, quando riuscì a segnare 14 reti nel Milan, alternando periodi prolifici ad altri da fallimento. Era accaduto anche nella stagione precedente, quando divise a metà l’annata tra una prima parte, nel Manchester City, disastrosa (14 presenze, di cui tante da “subentrato”, con un solo gol), e una seconda, in rossonero, entusiasmante (13 presenze e 12 reti).

Balotelli fallimento

Murales per Balotelli (foto Stefano Stabile)

Nazionale lontana da due anni

In nazionale manca da due anni: il ct azzurro Antonio Conte gli ha mandato spesso messaggi a distanza per cercare di responsabilizzarlo, ma SuperMario non ha mai raccolto il consiglio rimanendo così lontano da Coverciano. Il commissario tecnico l’ha convocato una sola volta, nel novembre 2014, prima di rispedirlo a casa, non troppo soddisfatto, per un affaticamento muscolare. Un leader della nazionale di oggi, Leonardo Bonucci, compagno di Balotelli nella Primavera dell’Inter 2006-07, non ha usato mezzi termini, ieri, in conferenza stampa: «Mario doveva essere intelligente a capire in cosa cambiare, ancora non c’è riuscito. La squadra viene sempre prima di tutto, qui bisogna essere dei carri armati al servizio della squadra e non prime donne. Capendo queste cose sarebbe diventato tra i migliori al mondo».
«Questo suo fallimento, paradossalmente, può diventare una risorsa per lui», sostiene Vincenzo Esposito, cercando di vedere un po’ di luce nel futuro di Balotelli. Forse, senza più attese spasmodiche su di sé, SuperMario potrà tornare a brillare. Ma la speranza sta venendo meno: da troppi anni, ormai, si fanno sempre gli stessi discorsi a proposito di Mario Balotelli.