Marco Piccari

“Non sempre si può vincere, bisogna saper perdere”. E alla fine anche il Nizza è caduto. Balotelli e compagni si sono arresi davanti al piccolo Caen che dopo tre sconfitte consecutive, quattro se contiamo anche la Coppa di Lega, è tornato alla vittoria. Un successo che fa conoscere alla aquile rossonere la prima sconfitta in Ligue 1. Una battuta di arresto che si somma a quella rimediata in Europa League giovedì contro il Salisburgo e la notizia è che gli uomini di Favre nel giro di tre giorni hanno perso due volte. Un campanello d’allarme?

Balotelli per la prima volta è apparso nervoso

Forse, ma per capire bisognerà attendere la riprese del campionato quando il Nizza farà visita al Sant’Etienne. Un sconfitta che impedisce ai rossoneri di eguagliare il PSG che nella scorsa stagione dopo 12 giornata aveva totalizzato 32 punti. La squadra ha sicuramente risentito del doppio impegno e nonostante un altissimo possesso palla, quasi il 70%, ha creato poco per mettere in difficoltà i padroni di casa. La stanchezze si è fatta sentire e gli uomini più rappresentativi di Favre non hanno brillato. Serì si è perso nella rete rosso- blu costruita da Garande, Belanda si è fatto notare solo per alcune belle giocate ma mai efficaci. Gli attaccanti hanno sbattuto sul muro difensivo senza mai riuscire a creare delle crepe. Pleà è sembrato in riserva e Balotelli, alla caccia del sigillo numero 7, ha trovato solo un palo colpito al 14 esimo della ripresa e un cartellino giallo per una fallo. L’ex attaccante del Milan  è apparso lento e per la prima volta anche nervoso effettuando due entrate al limite, forse la mancata convocazione con la nazionale italiana per le prossime due gare ha tolto il sorriso e la serenità dal volto di Super Mario. Una nazionale che avrebbe meritato per quello che ha fatto vedere in queste 12 giornate sia sotto il profilo tecnico che mentale.  Il premio di Ventura non è arrivato e il CT ha preferito convocare uno spento Gabbiadini;  una scelta difficile da capire.  Ma questo per Balotelli deve essere solo un stimolo a ripartire forte sia per rifare volare le aquile rossonere, sconfitte 4 volte in 16 partite stagionali, che per riconquistare il colore azzurro. Se Mario continuerà a fare il Super, quel colore sarà suo a patto che il passato venga messo in archivio. Oltre a perdere bisogna saper perdonare.