Redazione

Why always Mario? Tutti pronti a scrivere dell’ennesima Balotellata. A 200 all’ora in Ferrari. Decurtati punti sulla patente. Eccolo, il solito Balotelli. Tromboni e benpensanti pronti a scaricare rabbia e livore. Poi arriva la smentita dal diretto interessato che ha pubblicato, sul proprio profilo twitter, un video piuttosto piccato. Chiuso con un velenoso “invidiosi”.

Mario, forse non è solo invidia…

L’invidia è una brutta bestia. Vero. E però Supermario, come sempre, ci mette del suo per farsi notare. Come spesso gli accade, invece di frenarsi, accelera. Impossibile passare inosservato, in un luogo pubblico, se sei Balotelli. Ancor più complicato se scendi da una Ferrari a torso nudo e ti fermi a fare benzina. E allora, forse un po’ esageri. Forse, te le cerchi queste critiche…

Balotelli al distributore: difficile, così, passare inosservati

No, questo non è forse un esercizio di esibizionismo? Mario Balotelli non è l’unico calciatore bravo, ricco e famoso sulla faccia della terra. Lo è (molto di più) Cristiano Ronaldo. O Messi. E nessuno dei due è stato mai visto, o è stato così ingenuo nel farsi notare. No, Balotelli. Non va. Un personaggio pubblico evita il più possibile di esporsi in atteggiamenti discutibili. Oppure, se lo fa, deve accettarne le conseguenze. Il problema dell’ “always me” affonda le radici altrove: non è “cosa” combini Balotelli. Piuttosto “come” si comporta.

.Piuttosto è biasimo, quasi disdegno

Alcuni atteggiamenti, sicuramente dettati da un sanissimo istinto di autodifesa, producono l’effetto opposto sull’opinione pubblica: Mario Balotelli non è invidiato. Piuttosto biasimato. A volte anche disdegnato. Il suo profilo è associato a difetti o a concetti negativi: arroganza, tracotanza, sbruffoneria, dileggio delle regole, poco rispetto per le persone, scarso senso civico. Un astio che è spiegabile in tre parole: spreco di talento. Forse Mario capirà, se ne avrà voglia o interesse, che il suo modo di fare irrita. Infastidisce chi non ha in dono le sue doti ed è convinto che le avrebbe sfruttate diversamente. Ecco, appunto. Resta da capire se Mario ci faccia, o ci è. Probabilmente ci è, ma, più che giustamente dal suo punto di vista, gli importa poco. Del resto, ognuno è libero di vivere come meglio gli riesce, sino a che non lede diritti altrui. Beh, Mario non ha leso. Al massimo, ha stufato chi non gli perdona l’incapacità di essere normale.