Redazione

Si gioca. Non si gioca più. Alla fine si gioca, ma a porte chiuse. Un ping pong di notizie fuori dal Camp Nou, in una città già messa a ferro e fuoco dalla tensione causata dal referendum per l’indipendenza. La politica entra a piedi pari sul calcio ed investe il Barça, simbolo del calcio spagnolo, ma anche e soprattutto della fiera identità catalana. Pique, senatore del Barcellona, dal canto suo si è schierato. Non tanto a favore della secessione catalana, quanto in nome della democrazia, andando a votare al suo seggio. Ma lo stato spagnolo, che non ha di certo approvato la consultazione, non è stato d’accordo e ha inviato la Guardia Civil a fare interrompere le operazioni di voto.

La Federazione non trova motivi per non giocare

E anche il tempio del calcio cittadino, il Camp Nou, è rimasto chiuso. Fuori i tifosi si assiepano per capire cosa accadrà, ma non è semplice comprendere la situazione. Comunicazioni ufficiali non ce ne sono, anche perchè per la Federcalcio spagnola non ha riscontrato motivi per non giocare la partita tra Barça e Las Palmas. La società catalana non vuole giocare. In città ci sono centinaia di feriti, più di trecento, e anche nei dintorni dello stadio la situazione è tesa, molto confusa. Si parla di sospensione, ma senza l’ok della federazione questo significherebbe una sola cosa: partita persa a tavolino e tre ulteriori punti di penalizzazione. E quindi, forse, si gioca.

Alla fine si gioca, ma a porte chiuse

Forse, perchè i cancelli restano chiusi, nonostante il Las Palmas si scaldi sul campo. Ci sono tifosi di entrambe le squadre che attendono di sapere se alla fine si giocherà, ma si teme che all’ingresso del pubblico una parte dei gruppi organizzati del tifo culès (quella ovviamente più favorevole all’indipendenza della Catalogna) possa decidere di invadere il campo e impedire del tutto lo svolgimento del match. Nel caos arriva il comunicato del Barça. I giocatori scenderanno in campo, nonostante la società condanni fermamente quanto accaduto in mattinata in città. La Liga non ha permesso il rinvio, e il match ci sarà, ma a porte chiuse. Ora c’è da spiegarlo ai tifosi, qualcuno arrivato addirittura dall’altra parte del mondo per assistere allo spettacolo in uno dei templi del calcio mondiale. Non è stata una giornata semplice, continuerà a non esserlo.