Redazione

Giovane, italiano, di prospettiva. Quanto basta (e in questo caso avanza) per essere accostato alla Juventus, che di calciatori del genere fa incetta da ormai centoventi anni. Sulle tracce di Nicolò Barella non c’è solamente la Vecchia Signora, ma anche buona parte delle big italiane e alcuni club europei. Tutti sono particolarmente interessati al giovane centrocampista sardo. Il numero delle pretendenti farebbe pensare a un’asta imminente, ma c’è da tenere in considerazione la volontà del calciatore, che non sembra particolarmente felice all’idea di lasciare Cagliari. Un altro caso Riva all’orizzonte? Un gran rifiuto da parte di Barella, nato e cresciuto in Sardegna, che pur di rimanere nella sua squadra del cuore rinuncia a vestire la maglia di un grande club? Chissà…

Juventus, anima tricolore e campioni dal mondo

Cioè che è molto comprensibile è la volontà della Juventus di assicurarsi il calciatore. Dopo aver già acquistato Caldara e in attesa del ritorno di Spinazzola, l’assalto a Barella è l’ennesimo passo della strategia bianconera, volta a creare l’ossatura della squadra del futuro. Che, nel solco della tradizione, deve avere una forte anima tricolore, a cui aggiungere poi campioni provenienti da tutto il mondo. Al momento in rosa c’è già Rugani, a cui potrebbero aggiungersi via via molti dei talenti che la Juventus presta in giro per l’Italia, nella speranza di vedere provato il loro valore.

Barella, centrocampista moderno

E, a proposito di valore, quello che non è assolutamente in dubbio è quello di Barella. Centrocampista totale, moderno, in grado di ricoprire tutti i ruoli della mediana grazie ad un mix perfetto di tecnica, tattica e doti fisiche. Una descrizione che, a ben vedere, avrebbe anche già un risultato nella rosa attuale dei bianconeri, calzando a pennello su Claudio Marchisio. Il Principino è tornato in forma e nelle rotazioni di Allegri, ma va per i 32 e, visto anche il ruolo dispendioso ricoperto, alla Juventus sanno benissimo che il numero 8 non può essere eterno. Volendo pensare al perfetto sostituto del sei volte campione d’Italia, l’identikit del centrocampista del Cagliari viene immediatamente in mente. E non c’è dubbio che sia spuntato anche nella lista di Marotta e Paratici.

barella

Barella potrebbe rimanere a Cagliari per un po’…

Ci sono però un paio di discriminanti da non sottovalutare. La prima è la difficoltà, almeno al momento, di trovare a Barella un posto in squadra. Con l’arrivo di Matuidi, l’esplosione di Bentancur, il ritorno ad alti livelli di Khedira e Marchisio e l’importanza di Pjanic, le due maglie del centrocampo bianconero sembrano assegnate anche per il prossimo futuro. Il che, paradossalmente, fa il paio con il secondo punto di questo incrocio di mercato, forse il più importante: la volontà del calciatore. Che non ha mai nascosto la sua voglia di continuare a giocare per il club della città in cui è nato, almeno per qualche altra stagione. Si definisce un figlio dell’isola, alla quale intende dedicare anima e corpo. E a quel punto la Juventus potrebbe decidere di proporre a Barella e al Cagliari lo schema che ha già portato in bianconero Rugani e Caldara: acquisto, con prestito del calciatore per una o due stagioni alla società di appartenenza. Per permettere al centrocampista di giocare, maturare ulteriormente e arrivare, eventualmente, a Torino al momento giusto e con l’esperienza necessaria a inserirsi in una big.

…o forse a vita…

Ammesso, ovviamente, che l’attaccamento di Barella alle sue radici, alla sua gente e alla sua squadra del cuore non abbia la meglio sulle sirene bianconere (ma anche di tanti altri colori). A quel punto, non c’è da escludere che il ventenne possa fare una scelta che saprebbe di romanticismo: continuare a vestire la maglia del Cagliari e diventarne una bandiera. Proprio come ha fatto tanti anni fa Gigi Riva. Altro calcio, altri tempi, un’altra storia. Che però è terminata con uno storico Scudetto arrivato in Sardegna. Un finale che per Barella sembra particolarmente improbabile. Ma in fondo, nel calcio e nella vita, mai dire mai. In ogni senso..