Redazione

Il Bayern Monaco pareggia 2-2 in trasferta contro l’Hertha Berlino. Prima partita dall’esonero di Ancelotti, prima dimostrazione (come se ce ne fosse stato bisogno) che il tecnico italiano non era il problema. Il 3-0 subito dal Paris Saint-Germain segue un motivo semplice: i francesi sono più forti dei tedeschi. Il Bayern Monaco si trova tra le proprie file giocatori vecchi, di qualità, ma oramai pronti per essere sostituiti.

Con i senatori in campo il risultato non cambia

Formazione impossibile da sbagliare: in campo Hummels, Ribery, Robben e Muller. Ovvero gli scontenti della gestione Ancelotti. I giocatori più rappresentativi del club. Pronti via, e il 2-0 sembra dare risposte. Pronti a dar fiato alla bocca ed armare le penne i nemici di Ancelotti. Poi arriva la verità: il Bayern Monaco non è più la squadra che ha dominato l’Europa nella stagone 2012-13. L’Hertha Berlino pareggia l’incontro in cinque minuti. Risulta difficile accettare lo scorrere del tempo, ma dall’anno del Triplete sono passate cinque stagioni. Robben e Ribery, due degli scontenti più importanti, hanno oggi cinque anni in più. Un’infinità nel mondo del calcio, specie perchè entrambi hanno subito diversi infortuni in questo lasso di tempo.

Anche Sagnol non ha molte certezze

Sagnol, entrato sulla panchina al posto di Ancelotti, non aveva scelta per gli undici iniziali: dentro tutti gli uomini più importanti. Dopo un esonero, la squadra deve ripartire dalle certezze. Curioso, però, che dopo il 2-2 dei padroni di casa, al 56′, il tecnico abbia iniziato una girandola di cambi. In tre minuti fuori Robben e Ribery (il francese per infortunio). Difficile non notarlo: anche Sagnol ha dovuto togliere dal campo due senatori che, nel corso della partita, hanno dato alla squadra meno del dovuto.

C’è bisogno di aprire un nuovo ciclo

Ancelotti rappresenta solamente la figura della vittima sacrificale. La situazione del Bayern Monaco parla chiaro: in squadra non sono presenti fenomeni, come in realtà dovrebbero esserci. Una società importante come quella tedesca deve sentirsi obbligata a rinnovarsi costantemente. Non si tratta di cattiveria, ma di progettualità: quando i giocatori superano i trent’anni, un club che rappresenta l’elite del calcio mondiale è costretto a trovare dei sostituiti per un nuovo ciclo. Il Bayern Monaco non l’ha fatto, e dopo l’addio di Lahm e Xabi Alonso, si trova adesso in una situazione di difficile gestione.