Matteo Muoio

Real Madrid-Bayern, atto secondo. Stasera al Bernabèu va in scena il ritorno dei quarti di Champions tra gli spagnoli e i campioni di Germania; si parte dall’ 1-2 dell’andata in favore del blancòs. Ancelotti e Zidane si giocano la semifinale in una sfida dai mille significati; le carriere dei due allenatori sono legate a doppio filo da diversi anni. Nessuno più di Zizou può considerarsi allievo del tecnico emiliano, e proprio il francese ha la possibilità di spodestare Carlo Magno – come venne ribattezzato dalla stampa spagnola dopo la Champions 2014 – dal trono europeo su cui siede nell’immaginario merengue dopo aver conquistato la dècima. Zidane all’epoca era il suo vice, un anno e mezzo dopo ha rilevato Bènitez e ha vinto la Champions al primo colpo, sempre contro l’Atletico: proprio come era successo al suo maestro. Un trionfo inatteso per le premesse stagionali, forse più clamoroso del 2014 ma senza lo stesso sapore: la dècima era attesa da 12 anni. Ancelotti vuole la quinta finale di Champions da allenatore, sarebbe un primato assoluto, Zidane la seconda in due anni sulla panchina dei grandi – dall’estate 2014 al gennaio 2016 ha guidato il Castilla-, nessuno c’è mai riuscito prima nella storia del Real e del calcio europeo. Allievo contro maestro per lo scettro.

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I due in allenamento, durante la preparazione estiva 2013

 

Zidane e Ancelotti: dalla Juve al Real

I destini di Ancelotti e Zidane si incrociano per la prima volta nel febbraio 1999: Carletto subentra in corsa a Marcello Lippi sulla panchina della Juventus, che guida al sesto posto in campionato e alla semifinale di Champions persa contro lo United di Ferguson, poi vincitore dell’edizione. Zidane di quella squadra è il faro. La scintilla tra Ancelotti e la piazza bianconera non scoccherà mai, in virtù dei due secondi posti alle spalle delle romane nelle stagioni successive e delle campagne europee non esaltanti. Con Zizou però sì: per esaltarne le caratteristiche il tecnico passò dal 4-4-2 di Lippi al 4-3-1-2, modulo con cui negli anni seguenti ha segnato il ciclo di successi in rossonero. Nell’estate del 2001 lasciano entrambi. Zidane si accasa al Real per l’allora cifra record di 150 milardi, Ancelotti si avvicenda di nuovo con Lippi sulla panchina della Vecchia Signora. Si ritrovano a Madrid 12 anni più tardi; Pèrez sceglie il tecnico emiliano per provare a vincere la dècima, lui vuole affianco a sé il franco-algerino, che da due anni faceva il ds. A maggio alzano coppa nella finale di Lisbona vinta contro l’Atletico. Zidàne va quindi a farsi le ossa sulla panchina del Castilla, ad Ancelotti l’anno seguente non riesce il bis e nell’estate del 2015 viene esonerato. Ora è al Bayern, ha già la Bundes in tasca e sogna di riuscire dove ha fallito Guardiola, in Champions. Sulla sua strada però ha trovato l’allievo, che ha le mani sulla Liga – al Real manca da 5 anni – e settimana scorsa gli ha inflitto il primo dispiacere all’Allianz Arena; stasera potrebbe completare la beffa.

CARISMA E CONFRONTO, GLI INSEGNAMENTI DI CARLETTO
In cosa Zidane ricorda Ancelotti? Sicuramente nel carisma. Come lui e più di lui è stato un calciatore importante, la sua dimensione da fuoriclasse gli ha permesso di saltare la gavetta che Carletto ha fatto parzialmente tra Reggio e Parma. Dall’ex Milan ha appreso sicuramente l’importanza del colloquio, del confronto diretto coi calciatori, e questo gli ha permesso di imporsi nei primi mesi sulla panchina del Real dopo la disastrosa gestione Bènitez. Lo segue Ronaldo, come pure Ramos, Modric o Kroos. E’ riuscito a quietare gli spiriti degli scontenti come Isco, che in settimana dovrebbe rinnovare, o James Rodriguez, che in estate sceglierà di sua volontà se rimanere o andarsene. Tatticamente il suo Real sembra molto simile a quello che vinceva la dècima nel 2014; ha avuto l’intelligenza e l’accortezza di ripristinare il 4-3-3 dopo le macerie lasciate dal 4-2-3-1 di Bènitez, affidandosi ai muscoli del poco galactico Casemiro in mezzo al campo. Con questo cambio ha rimesso in piedi il Real e lo ha condotto alla undècima, quest’anno i suoi guidano la Liga con un virtuale +6 sul Barça e sognano un’altra finale.

Zidane con la maglia della Juventus, stagione ’97-’98