Luigi Pellicone

Tifosi dell’Inter delusi dallo stallo. Il mercato di gennaio, con ogni probabilità, non sarà scoppiettante. Nessun fuoco d’artificio, ma neanche cenere. E però non è certo colpa di Suning. L’Inter è ricca, ma non può spendere. Una situazione per certi versi paradossale. Ne abbiamo parlato con Marco Bellinazzo, esperto di economia e di mercato. E sono emersi alcuni particolari molto interessanti, che possono far luce su ciò che è l’universo nerazzurro. Il futuro si può dipingere a colori, ma passa per un anno (forse anche due) di sacrifici e idee, piuttosto che di investimenti colossali, per centrare il terzo e il quarto posto. In questo senso la palla passa ad Ausilio e Sabatini.

«Suning non può investire capitali se non con la certezza di un ritorno economico»

Marco Bellinazzo perchè la “Missione Cina” è fallita? Suning non vuole spendere?
Nessuna missione fallita. Nè fumata nera. L’Inter non può spendere. Il piano economico attuale dell’Inter è molto chiaro e si traduce con un solo vocabolo. “Autofinanziamento”. Il colosso cinese non può investire capitali se non con la certezza di un ritorno economico per rispondere alle esigenze del Fair Play Finanziario. L’unico modo per avere le mani “libere” per puntare ai top player è qualificarsi alla prossima Champions. Non a caso nessuno ha chiesto a Spalletti lo scudetto. Il piano di crescita dell’Inter attuale è legato ai ricavi provenienti dalle cessioni, dagli introiti dei diritti tv e dalle sponsorizzazioni.

Zhang Jindong, presidente del gruppo Suning

La situazione in Cina influisce sulla posizione della società?
Un falso problema. Per un colosso come Suning non è certo un problema spendere 50 milioni sul mercato per una squadra di calcio. In parole povere: un asset come l’Inter non influisce in modo decisivo sui controlli della Repubblica Popolare Cinese sui fondi che circolano all’estero. Ciò non significa, ovviamente, che abbiano intenzione di investire a caso. I primi a controllare gli investimenti sono gli stessi proprietari. Nessuna follia.

«A gennaio prestiti con diritto di riscatto»

Addio sogni scudetto…
L’economia si fa con i soldi. E adesso non c’è molto margine di movimento. L’Inter ha l’obbligo di chiudere il bilancio almeno in pareggio per altri due anni. Questo e il prossimo. L’approdo in Champions ne garantisce 50. Quanto basta per puntare a giocatori che possano aiutare a vincere. Suning ha tutto l’interesse a costruire una squadra competitiva. Per questa sessione, è lecito attendersi dei prestiti con diritto di riscatto. Una soluzione che però non si può applicare ai giocatori in scadenza di contratto a fine anno.

sabatini inter

Walter Sabatini, maestro degli affari low-cost

Allora non è colpa di Suning se l’Inter non può operare liberamente?
Assolutamente no. L’Inter ha un passato gestionale assolutamente incompatibile con il Fair Play Finanziario. Gli impegni convenuti con il Settlement Agreement firmato nel 2015 prevedono un pareggio di bilancio sino al 2018/2019. Ovviamente la qualificazione all’Europa che conta garantirebbe un credito importante per allentare i vincoli imposti dal documento siglato tre anni fa. Capisco che i tifosi possano essere delusi, ma vi sono dei parametri da rispettare. Cui presto dovrà sottostare anche il Milan che ha speso tanto e adesso dovrà rientrare dai debiti accumulati.

Il break-even impone lo stop al mercato?
Non è detto. Suning sa benissimo che in qualche modo, bisognerà accontentare le richieste. Chiudere in zona Champions aprirà margini di manovra più elevati per acquistare top player. Quindi Ausilio e Sabatini devono inventarsi qualche soluzione per permettere all’Inter di centrare l’obiettivo Champions. La vera forza di Suning si vedrà l’anno prossimo.