Redazione

De Zerbi è il nuovo allenatore del Benevento. Una scelta che ha irritato (e non poco) i tifosi, che hanno accolto il nuovo allenatore con disprezzo. Lo striscione esposto fuori le mura dello stadio è abbastanza eloquente e non ha bisogno di molti commenti.

de zerbi

La tifoseria del Benevento “accoglie” così De Zerbi.

Insomma, non esattamente una bella accoglienza. In un’atmosfera resa già pesante dai record negativi e da una salvezza che avrebbe del miracoloso, la curva sannita si sente presa in giro da questa scelta. Certo, l’acredine è esposta nel peggiore dei modi possibili. Stupisce, però, chi si stupisce.

De Zerbi non può essere amato a Benevento

Il rancore è profondo e affonda le radici nel campionato di Lega Pro 2015/2016 quando Foggia e Benevento si contendono, punto a punto, la promozione in serie B. Lo scontro diretto si gioca al “Vigorito” e finisce 1-1. Un pareggio che oggettivamente sta stretto agli ospiti, allenati proprio da Roberto De Zerbi che in conferenza si lascia andare a delle dichiarazioni piuttosto pesanti.


Quasi una denuncia. Rimasta tale e rivelatasi un sasso lanciato nello stagno. Smosse le acque. Nient’altro. Anche perchè le carte ufficiali dicono che il presidente di quella Casertana si chiama Pasquale Corvino. E quello del Benevento è Fabrizio Michele Pallotta. E dunque?

Parole forti, ma le prove dove sono?

De Zerbi parla di proprietà comuni, ma va tutto contestualizzato al periodo. É vero che fra le due squadre vi sia grande collaborazione, sia a livello giovanile (entrambi i vivai sono gestiti dal Benevento) che sul mercato. Ed è altrettanto innegabile che vi siano ben otto incroci di calciatori fra le due società campane. Tutto, però, finisce lì. Le voci più maliziose dicono che Giovanni Lombardi, azionista della Casertana, sia vicino al Benevento. E che, complice l’amicizia che lo lega al patron Vigorito e all’allora neo presidente Pallotta, agevoli le trattative. Voci che vengono smentite con forza. E uscite di nuovo fuori in un momento di amarezza di un tecnico che vedeva allontanarsi la promozione. In sintesi: le dichiarazioni a caldo furono parole che rimasero parole, ma a Benevento, evidentemente non hanno dimenticato.