Redazione

Dopo quella di Rastelli, cade la seconda testa in Serie A. Ad essere sacrificato sull’altare dei risultati (peraltro abbastanza modesti) è Baroni, ex allenatore del Benevento. L’artefice del grande salto dalla serie cadetta non è riuscito a salvarsi dopo la nona sconfitta consecutiva, che porta i giallorossi ad insidiare più di qualche record negativo del nostro campionato. Al suo posto arriva sulla panchina del Vigorito Roberto de Zerbi, trentotto anni, ultimo domicilio calcistico Palermo, un altro dei tanti tecnici divorati dal titano Zamparini. È la scelta giusta per il Benevento? È tutto da vedere.

Dopo un buon inizio, il Benevento è in crisi

Fare peggio di Baroni è onestamente impossibile, testimone ne sia lo zero in classifica. Fare meglio non sarà comunque semplice, perchè la squadra sembra caduta in una spirale negativa dopo le ultime sconfitte. Eppure i giallorossi avevano cominciato questa stagione tra i grandi con buon piglio, non venendo mai premiati dalla sorte e dalla classifica nonostante buone prestazioni, come quella con il Torino e soprattutto lo sfortunato 1-2 casalingo contro l’Inter. Quello è stato il miglior Benevento della stagione, quello che ha rimediato una cinquina a domicilio dalla Fiorentina è stato senza dubbio il peggiore. E ora a de Zerbi tocca un compito al limite dell’impossibile, cercare di salvare una squadra che tutti danno già per spacciata.

De Zerbi arriva al Vigorito già tra qualche mugugno…

Ci proverà, ma non arriva nel Sannio con le migliori referenze. Colpa dei trascorsi a Foggia, quando giallorossi e rossoneri frequentavano lo stesso girone di Lega Pro. Vecchie ruggini, dichiarazioni che la piazza non ha dimenticato e che di certo gli costeranno un benvenuto che non viene esattamente dal cuore. Adepto del 4-3-3 di stampo zemaniano (che tanti elogi gli era ovviamente valso in Puglia), a prima vista pare una scelta azzardata come cambio in corsa, dato che per definizione gli allenatori sistemici hanno bisogno di tempo per instillare nei propri calciatori le nozioni tattiche necessarie affinchè la macchina cominci a funzionare per bene.

…e lo aspetta un trittico complicato

E invece il Benevento di tempo non ne ha, anche se in questo momento la zona salvezza dista “solo” sei punti. Un’inezia in teoria, ma un’eternità per chi deve ancora assaporare la gioia del primo risultato utile in Serie A. Continuare su questo andazzo significherebbe salutare il massimo campionato già alla fine del girone di andata. Per de Zerbi ci sarà l’esordio a Cagliari, poi gli arriverà addosso un uno-due niente male. Prima la Lazio al Vigorito, poi la prima storica visita dei giallorossi in casa della Juventus campione d’Italia. L’impressione, classifica alla mano, è che per portare a casa qualche punto si debba puntare a far risultato in Sardegna. Altrimenti lo zero rischia di rimanere una vera maledizione e, più prosaicamente, una condanna.