Redazione

Il Chievo Verona è il bivio di Federico Bernardeschi: il ragazzo, complici i viaggi intercontinentali di Dybala e Cuadrado, giocherà, con ogni probabilità dal primo minuto. Una partita indicativa non tanto per la classifica, quanto per il calciatore. L’esame dirà se questo ragazzo, che ha scelto la 33, sta bene alla Juventus.

Titolare nel 4-3-2-1

Bernardeschi può essere prezioso per la Juventus: è un esterno d’attacco mancino che, con ogni probabilità, giocherà sul centro destra. Dall’altra parte ci sono Costa o Mandzukic ed è assolutamente inutile sperare che Allegri cambi idea e rinunci al croato. L’unica speranza è giocare una prova maiuscola e convincere il tecnico livornese che la soluzione ideale per questa Juventus è il 4-3-2-1, con l’ex viola e Dybala alle spalle di Higuain.

Una convivenza possibile

Dybala e Bernadeschi insieme. Una scelta conveniente e affascinante: l‘argentino si muove centralmente alle spalle di Higuain e funge da raccordo fra i reparti. Un ruolo che Bernardeschi potrebbe continuare a svolgere sul cento destra, dove si trova a suo agio. L’ex viola può galleggiare fra le linee, innescando l’azione del Pipita o accentrarsi per tentare la soluzione personale. Dybala, libero da compiti tattici, seguirebbe istinto e talento scegliendosi, di volta in volta, la “mattonella” ideale dove costruire e inventare calcio. Entrambi sulla trequarti. Più di un’idea, che agevolerebbe anche la manovra e il palleggio, divenuto molto più complicato da quando Pjanic, complice l’assenza di Bonucci, deve andare a prendersi il pallone sulla trequarti difensiva.

Benefici per tutti

La convivenza Dybala-Bernardeschi, a conti fatti, porta benefici per tutti. La Juve crescerebbe sul piano tecnico e dell’inventiva, sebbene rinunciare a Mandzukic rappresenti un rischio tattico non indifferente. Qualora i due genietti indossassero gli scarponi da lavoro tutto sarebbe più facile. In fase di costruzione di gioco, la Juventus ritroverebbe due piedi buoni nella trequarti, dove, con tutto il rispetto, Cuadrado e Mandzukic hanno caratteristiche profondamente diverse. Molto, se non tutto, dipenderà da cosa lascerà in eredità la sfida con il Chievo. Un esame impossibile da fallire per l’ex viola. Alla Juventus, del resto, è cosi: una, al massimo due chance. Non sfruttarle, significa non meritare la maglia bianconera.