Redazione

A Firenze lo chiamavano Brunelleschi, un po’ per assonanza al cognome, un po’ per la capacità di creare in campo cose splendide, come l’ideatore della cupola di Santa Maria del Fiore. E proprio come lui, Federico Bernardeschi sa fare molto. È arrivato a Torino portando con sè il primo posto nella classifica dei dribbling della serie A, ma soprattutto con una pesante etichetta, 40 milioni di euro, da giustificare con le prestazioni. E dal saltare gli avversari, ci ha messo poco a mostrare tutto il repertorio. E ora, dopo i primi mesi di necessario ambientamento, Berna calcia le punizioni come Dybala e…segna come Higuain.

Bernardeschi ed il vizio del gol

Strano a dirsi, ma nelle partite giocate da titolare, l’ex viola ha una media reti superiore a quella del più prolifico compagno, partendo tra l’altro da una posizione in campo totalmente differente. E anche in quello, Bernardeschi ha imparato qualcosa. Ha cominciato ad affacciarsi sulla fascia destra, ma con l’assenza di Dybala si è spostato più al centro nel 4-2-3-1 di Allegri, contribuendo soprattutto dalla panchina ad alcune delle vittorie più complicate del girone di andata dei bianconeri. Ma adesso l’architetto Brunell…ops, Bernardeschi, ha preso in mano la Juventus e sta gettando le basi per quello che sarà il Rinascimento della Signora.

La possibile eredità di Dybala

E i quaranta milioni di euro, che avevano fatto scuotere la testa a più di qualcuno ma che adesso sembrano più che giustificati, paradossalmente anche più di quelli spesi per il compagno di reparto Douglas Costa. Una scelta, quella della Juventus, rivolta al presente ma anche al futuro, perchè non sembra così strano (almeno ora, dopo l’ambientamento) che l’addio di Dybala, che in molti ormai danno quasi per scontato, regali a Bernardeschi non solo la titolarità ma anche la maglia numero 10, che sembrava dovergli…cadere sulle spalle già in questa stagione. Ma l’ex viola non ha voluto prendersi l’onere e l’onore, preferendo guadagnarsela sul campo. Ed è quello che sta facendo.

Presente e futuro della Juventus

Anche a scapito della sua ex squadra, colpita e affondata al Franchi in una serata fatta di polemiche, tra esultanze e rispetto. Rispetto per i suoi tifosi, non quelli vecchi ma per quelli nuovi, che si sono sobbarcati la trasferta e hanno potuto esultare per la rete del figliol non prodigo di Firenze. Celebrato dai bianconeri e insultato dai viola sui social network, Bernardeschi dimostra che le caratteristiche che gli stanno permettendo di emergere in campo se le porta dietro anche fuori. Arrivato con umiltà e determinazione, sta cominciando a disegnare l’edificio del futuro bianconero. Con lui, Caldara, Spinazzola e chissà chi altro, la Juventus che verrà parla italiano. Anzi, un po’ fiorentino.