Redazione

Un inizio difficile, subito un infortunio. Poi qualche difficoltà nel ritrovare la forma ideale. Adesso, però, Lucas Biglia si è preso il Milan per mano. E, ricambiato, non lo molla più. Il regista argentino è il leader e il faro indiscusso del centrocampo di Montella. Un nuovo intoccabile.

Il centrocampo del Milan: il migliore?

La mediana del Milan è forse la migliore della serie A. Abbina la qualità e la personalità di Biglia alla corsa e allo strapotere fisico di Kessiè. Difficile trovare di meglio. Il Milan aveva bisogno come l’aria di un metronomo che dettasse i tempi di gioco. Biglia funge da riferimento, sia come perno per le mezzali che come punto di riferimento per gli esterni. Gioca con i compagni ed è il valore aggiunto dell’economia di gioco della squadra rossonera. Coniuga personalità e qualità e si sta giovando, più degli altri, del cambio di modulo.

I benefici del 3-5-2

Il passaggio al 3-5-2 che garantisce maggiore copertura è indispensabile per un regista come Biglia che non ha il passo per rincorrere gli avversari ma è perfetto nel ricevere e smistare il gioco, sia nello stretto che allargando o sfruttando l’ampiezza del campo e la corsa dei compagni. La vicinanza di Kessie lo impegna meno sul piano dinamico a tutto beneficio della lucidità di pensiero: non è un caso che con Austria Vienna, Udinese e Spal il centrocampista argentino sia stato quasi impeccabile. Sempre in posizione, passaggi corti e lanci lunghi sempre al millimetro. Giocate che a San Siro non si vedevano da anni. Non è un caso che gli sia stato assegnato quel numero 21, eredità di Andrea Pirlo.

Chi ha detto che corre poco?

I detrattori di Biglia, o chi non lo conosce a fondo, sostiene la tesi dalla scarsa adattabilità al sacrificio e che il calciatore soffra i ritmi alti. A parte il fatto che qualunque regista, se non supportato dal movimento dei compagni soffre. L’unico difetto è che gli manca il “cuor di leone” ma che sia “pigro” è un pregiudizio abbattuto dai numeri: Biglia non è scattante, ma è un diesel che percorre a passo rotondo tantissimi chilometri. In media più di 10. Quanto Kessie, che è ovviamente più appariscente per la sua forza fisica e lo strapotere con cui vince contrasti e si propone in verticale. Biglia corre piano, ma sempre. Non si ferma mai e riceve oltre 100 palloni a partita. Piu di uno al minuto con un margine di errore assolutamente ristretto.

Un difetto? Non è considerato un top player

Biglia paga un unico difetto: non è mediatico. Non è considerato un top player e il suo nome non è di quelli che accendono la fantasia dei tifosi. Eppure, a ben guardare, il ragazzo si è affermato in realtà particolarmente complicate. Alla Lazio ha scalzato un idolo come Ledesma. Nella nazionale argentina ha trovato una collocazione fissa giocando al fianco di grandissimi campioni reggendo senza problemi il confronto. É tra i calciatori più tecnici e completi ammirati nel panorama internazionale. Ha 31 anni. Abbastanza per prendersi ciò che gli è sempre sfuggito: l’alloro di grande campione e qualche titolo.