Redazione

Uno in più soltanto che un numero. Non proprio. 28 anni e 1 giorno per Giacomo Jack Bonaventura. Il tempo è volato per questa eterna promessa del calcio italiano che sembra sempre giovane, ma che ha già raggiunto la piena maturità calcistica. Arrivato a una “certa età” senza vincere. Complici gli infortuni e una squadra non all’altezza, resta la sensazione  che in questo (non più) ragazzo ci sia ancora qualcosa di incompiuto. Beh, Bonaventura è forte. Adesso deve dimostrare le proprie doti in una squadra (finalmente) pronta a competere ad alti livelli.

Il migliore nel Milan peggiore

Bonaventura è un calciatore di classe superiore. É anche particolarmente sfortunato nel trovare posto in un grande club nel momento più sbagliato della sua storia. Approda al Milan nel 2014, quando la parabola della società rossonera è più che discendente. Squadre e prospettive non aderente alle qualità e alle ambizioni di un ragazzo che, complice l’infortunio subìto lo scorso anno e il mercato faraonico condotto dai rossoneri, è uscito un po’ dai radar. Non da quello di Montella, però, che lo ritiene insostituibile nel suo scacchiere tattico.

Bonaventura, 19 presenze e 3 reti lo scorso anno

Due o tre ruoli, identiche garanzie

Bonaventura sta diventando “vecchio” in attesa di vincere con il Milan. Sinora è stato protagonista fra i gregari, ma adesso deve ricostruirsi un’identità fra calciatori di indubbio spessore internazionale. Kessie, Biglia, Calhanoglu, Suso. Tanta concorrenza ma uno stimolo in più per affrontare la nuova stagione da “grande” nel Milan dei “grandi”. Il cambio di modulo potrebbe agevolarlo. Del resto la collocazione tattica non è un problema. Interno nel 4-3-3, mezzala nel 3-5-2, esterno nel 4-2-3-1. Il prototipo del calciatore moderno: di rendimento ovunque, senza eccellere in alcun ruolo. Nel calcio “primitivo” un limite, adesso è un surplus. Nell’economia di una squadra contano più i compiti che i ruoli specifici. In questa ottica Bonaventura offre delle garanzie come nessun altro centrocampista. Già, le garanzie, le promesse, le speranze. Tutto conduce al punto di eterno ritorno: è ora di passare alla cassa…