Redazione

Un cuore spezzato è difficile da guarire. Sarà la rabbia, la delusione, ma in quei momenti esce fuori un veleno che non si sospettava neanche di avere in corpo. Da circa ventiquattro ore se ne sta rendendo conto Leonardo Bonucci, insultato e scaricato da quei tifosi che fino a qualche giorno fa erano i primi a esaltarsi quando il numero diciannove si sciacquava la bocca dopo un gol in acrobazia o fermava un attaccante avversario diretto verso Buffon. Ingratitudine, questo è il tema principale. Dall’una e dall’altra parte. L’ingratitudine che i supporter juventini rimproverano a Bonucci, che fugge di notte, senza dare spiegazioni. Ma anche quella dei tifosi stessi che, colpiti all’improvviso dall’addio di quello che era un idolo di ogni bianconero, di colpo lo trasformano in esubero di lusso, in una possibile bomba spacca-spogliatoio di cui liberarsi al più presto.

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La classica esultanza di Bonucci

Chi non vuole stare alla Juventus non è il benvenuto (interpretazione molto, MOLTO edulcorata) è il tenore tipico dei messaggi che stanno invadendo le bacheche social del centrale della Nazionale. Sdegno unanime, o quasi, per la decisione di Bonucci di abbandonare la nave, andando peraltro a rafforzare un Milan che se ormai non è tra le dirette concorrenti della squadra di Allegri, poco ci manca. Allegri che, in un ipotetico faccia a faccia contro quello che a conti fatti è ormai un suo ex calciatore, vince con una maggioranza bulgara. Se tensioni ci sono state, se l’addio di Bonucci è dovuto a screzi con il tecnico, la guerra l’ha vinta Max. Forse non la Juventus, che perde allo stesso momento un titolare e qualche spiccio, dato che 40 milioni non è esattamente una cifra per cui a Corso Galileo Ferraris faranno salti di gioia.

Ma ha deciso il calciatore. Ed eccolo il punto dolente, la ferita aperta. Non si tratta di una manovra di mercato. È una scelta, bella e buona, che forse il giocatore spiegherà quando il clamore per questo trasferimento si sarà calmato. Farlo ora sarebbe controproducente, perchè qualsiasi motivazione Bonucci volesse addurre, lascerebbe il fianco scoperto a critiche feroci. E comunque il tifoso juventino, che ha appena scoperto la legge del contrappasso del calciomercato, è attualmente così furioso che non ascolterebbe neanche. Come successo a Napoli con Higuain o ancora a Roma con Pjanic, che da un giorno all’altro hanno scelto la Juventus, mandando in rivolta due piazze intere. I commenti sarcastici o quelli offensivi sono di tanto in tanto intervallati da qualche milanista, che gongola per il nuovo acquisto e sfoggia la sua incontenibile felicità davanti ai rivali.

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Il messaggio di Bonucci ai suoi tifosi dopo la finale di Cardiff

Ma oltre a alcuni insulti gratuiti, che scadono in una violenza irripetibile e ingiustificata, colpisce la valutazione tecnica che il tifoso juventino dà all’intera faccenda. Leo l’insostituibile diventa improvvisamente mero ingranaggio di una macchina perfetta, indesiderato e indesiderabile. La Juventus ha vinto con Bonucci e vincerà anche senza. Sono pronti i Rugani, i Caldara a prendere la sua eredità. Senza il numero 19, chiosa qualcun altro, si potrà svecchiare una difesa fortissima, ma che comincia a risentire del peso degli anni. E già si pensa a come reinvestire i quaranta milioni che entreranno nelle casse bianconere. De VrijPapastathopoulos ma anche Manolas, mossa che sposterebbe gli psicodrammi collettivi dalla Mole al Tevere, sponda giallorossa.

Ma cosa resta davvero di un grande amore, fatalmente ucciso dalla proverbiale crisi del settimo anno? Le reazioni più vere, quelle non di pancia, ma di cuore. Un cuore spezzato, che sanguina, che si chiede perchè. Che non capisce come il cavaliere bianconero senza macchia e senza paura possa aver deciso di diventare l’ultimo dei pirati, dei rinnegati. E tante lacrime, affidate a qualche anonima faccina, ma che di certo hanno solcato più di qualche viso. Lacrime di rabbia. Di delusione. D’amore. Ma gli amori, anche i più appassionati, possono finire. La Vecchia Signora lasciata, tradita per una giovane rossonera con il fascino esotico degli occhi a mandorla.E le parole, le dichiarazioni di fedeltà, lasciano il tempo che trovano. Se le porta via il vento. Che oggi soffia con forza verso Milano.