Vincenzo Marangio

Una delle prime regole in un’azienda recita più o meno così: “Non parlare mai di problema ma di opportunità”. E per la Juventus, la società di calcio più vicina ad un’Azienda per gestione, famiglia, modo di concepire il lavoro, deve essere stato questo il mantra ripetuto anche dopo la cessione di Leonardo Bonucci, uno dei centrali più forti d’Europa e pilastro della difesa bianconera.

Da qualche giorno sono tante le domande che si pongono i tifosi (non necessariamente solo quelli della Juventus): perché cedere uno dei migliori difensori d’Europa, in Italia, ad una squadra rivale e per giunta a prezzo scontato? E perché Bonucci ha accettato?

Le interpretazioni sono state tante, tutte verosimili ma ormai poco conta con chi abbia litigato Bonucci, chi abbia fatto arrabbiare, se sia stato lui a chiedere di andar via o la Juventus a metterlo alla porta. Le cifre e l’affare lampo lasciano intendere che entrambe le parti erano d’accordo e questo significa soltanto una cosa: in quello spogliatoio non era più gradita la presenza di Bonucci.

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Bonucci, il litigio con Allegri non è stato l’unico

Problema? No, per la Juventus, è un’opportunità

Quella di completare il restyling già avviato nella passata stagione quando Allegri ebbe una felice intuizione: come sfruttare Dybala, Higuain, Pjanic Cuadrado senza scontentare Mandzukic? Beh, farli giocare insieme. Un esperimento che ha dato i suoi frutti, una Juventus che cambia abito, o vestito tattico se vi piace di più, e che ora si prepara a cambiare addirittura pelle.

L’idea di mutarsi da squadra solida a squadra offensiva era già nata, dunque, e in testa di Allegri è diventata ancora più lampante durante la finale di Champions quando il tecnico livornese ha tastato con mano come il Real Madrid ha celato la propria fragilità difensiva semplicemente spingendo sull’acceleratore di un attacco atomico. Tradotto: attacco atomico batte difesa notoriamente quasi imperforabile 4-1. In sostanza: la miglior difesa è l’attacco. Ed è qui che nasce l’idea ed è qui che la Juventus cambierà pelle: Nessun problema, anzi. Allegri, d’accordo con la dirigenza bianconera, coglierà l’occasione per portare avanti il nuovo progetto tattico: una squadra magari meno solida dietro ma sicuramente più a trazione anteriore.