Luigi Pellicone

Io via dalla Juventus? Piuttosto legatemi ai cancelli dello Stadium, perchè non me ne andrò mai” Pensieri e parole di Leonardo Bonucci, 17 novembre 2016. Poco più di duecento giorni dopo, il mondo si è rovesciato: il difensore passa al Milan per 42 milioni di euro. Una cifra e, soprattutto, una fretta nel chiudere l’operazione che lasciano diversi dubbi.

CEDUTO O SCARICATO?

Tutto lascia propendere verso la seconda ipotesi. Due, le tappe decisive. Porto e Cardiff. Il primo battibecco con Allegri, durante la sfida con il Palermo, affonda le radici su questioni tattiche. Bonucci resta un “contiano”,convinto sostenitore della difesa a tre e (troppo) spesso ha giocato a fare l’allenatore. Allegri ha sopportato, poi no. La tribuna nel match contro il Porto è l’inizio della fine. Il fuoco cova sotto la cenere e si accende a Cardiff, innescando la bomba esplosa nella finale di Champions. La“famosa” lite con Barzagli e Dybala nell’intervallo, che ha innescato anche l’addo di Dani Alves, ha chiuso, il suo ciclo alla Juventus. La società a sua volta non si è fatta pregare, (s)vendendolo. Consegnare il foglio di via a uno dei migliori difensori al mondo a 42 milioni di euro e chiudere in poche ore, quasi di fretta, significa volersene liberare. Del resto è noto che Allegri ha rinnovato con una clausola “o lui (riferito a Leo) o me”. La Juventus che non si sente ostaggio di nessuno, figurarsi di Bonucci, ha presentato il benservito. Il calciatore ha interpretato il gesto come un atto di profonda irriconoscenza. Si è impuntato e, con il suo procuratore, ha imposto l’Italia. E il prezzo l’ha fatto Lucci.

Bonucci; Italia; Mercato; Serie A; Milan; Juventus

Bonucci contro Mauro Icardi

PERCHE BONUCCI HA SCELTO IL MILAN?

Bonucci aveva due strade. Quante le società di serie A che potevano garantirgli l’ingaggio che voleva? Milan o Inter. Ha scelto il rossonero, anche perchè la Juventus non avrebbe digerito un trasferimento in nerazzurro. Salutare i Campioni d’Italia e i vice campioni d’Europa per approdare in un club che deve giocarsi l’accesso all’Europa League, e che comunque non offre le stesse garanzie per un progetto vincente sopratutto in Europa, a lunga gittata è una sfida che paradossalmente intriga un calciatore di grande personalità quale è Leo, che ha scelto un percorso…alla Pirlo. Vincere con il Milan, rappresentarne il simbolo della rinascita, è una opportunità che carica a pallettoni un calciatore animato dallo spirito di rivalsa nei confronti di una società che lo ha scaricato, preferendogli un allenatore.

E LA JUVENTUS?

In questo contesto, chi ci perde, sotto tutti i punti di vista, è la Juventus. La BBC ha permesso ad Allegri di centrare sei scudetti e due finali di Champions. Senza Bonucci, è tutta un’altra cosa.Barzagli, per evidenti motivi anagrafici, né Chiellini, roccioso ma non esattamente Beckenbauer con il pallone fra i piedi, hanno le caratteristiche per sostituirlo. Ci sarebbe Benatia: se il marocchino risolvesse i continui contrattempi fisici, è un potenziale titolare. E di tutto rispetto. Rugani è cresciuto parecchio ma affidargli, chiavi in mano, la retroguardia di una squadra che punta alla Champions è quasi una scommessa. Dunque? Chi sarà il nuovo Bonucci? Le strade portano a Roma: De Vrij o Manolas, ma sono intasate dal traffico mediatico della Capitale. Entrambi i difensori sono difficili da raggiungere per i rischi legati all’operazione di chi ne possiede il cartellino. Se Lotito e Pallotta, considerate le partenze eccellenti in casa Lazio e Roma, li cedessero, innescherebbero una sommossa popolare. Più semplice, di parecchio, arrivare a Caldara, calciatore, fra l’altro, già di proprietà della Juve: anche in questo caso, però, l’interrogativo è d’obbligo. Qualità indiscutibili. Esperienza? Mah… Di certo, urge una soluzione.