Redazione

Bonucci è candidato al Pallone d’oro. Leonardo è apparso in enorme difficoltà al Milan. Quale delle due è la vera faccia del difensore? Quello elegante, sicuro e forte ammirato nella Juventus e in azzurro, oppure quello incerto dei primi mesi di Milan? Ma perchè Bonucci gioca così male? Come è possibile un mutamento del genere? La spiegazione è di natura tecnico tattica.

Bonucci non è un difensore che difende…

Le caratteristiche non sono quelle di un difensore che difende. Bonucci non è un difensore nel senso pieno del termine. Intendiamoci: è un top player ma è più un regista difensivo. Non esattamente un difensore di contrasto, il marcatore che si incolla all’avversario e non lo fa muovere inseguendolo in tutte le zone del campo. Ha piuttosto qualità in anticipo e doti di lettura dell’azione, oltre alla capacità di uscire palla al piede, che lo rendono un vero fuoriclasse del ruolo. Se però, oltre alla leadership emotiva deve anche comandare la difesa, il compito evidentemente si complica. Non è un caso chel a coppia Bonucci – Romagnoli soffra il campo in ampiezza, perchè fatica a mantenere le giuste distanze fra difesa e centrocampo.

Serve uno “sceriffo” cattivo…

Leonardo, per tornare Bonucci, va messo a suo agio. E pensare che la difesa a tre risolva tutti i problemi è una leggenda metropolitana. Il capitano rossonero, la scorsa stagione, ha giocato a quattro, prendendo pochissimi gol con la Juventus. Il segreto, semplicemente, è un sistema collaudato. Bonucci, in bianconero, giocando a tre o a quattro, era protetto da un difensore “gladiatorio” come Chiellini. Il che gli permetteva di non essere la guida o di non essere concentrato al 100%. Al Milan è molto diverso: è lui, molto più tecnico che fisico, a dover recitare il ruolo dello sceriffo cattivo. Sia Romagnoli che Musacchio giocano a intuito, leggono la posizione. Forse è il caso di cercare qualcosa di diverso.