Redazione

Milan, sei partite, due sconfitte: e, sopratutto, più gol subiti che partite giocate. Imputato Bonucci, si alzi in piedi. E si difenda. Dovrebbe, del resto, essere il suo mestiere. Il capitano del Milan si appella, per adesso, alla clemenza della corte. Con ammirevole autocritica, ammette di non attraversare un gran momento. I tifosi ne prendono atto e attendono fiduciosi: nonché un pizzico delusi. Si aspettavano ben altro. Sinora il Bonucci condottiero si è visto solo sui social. Ma in campo?

Qualche problema di ambientamento

Bonucci può richiedere le attenuanti generiche: passare dalla difesa a tre, con Barzagli, Chiellini e Buffon alle spalle e ritrovarsi gomito a gomito con Zapata, è oggettivamente diverso. Il centrale rossonero non deve pensare solo a difendere, ma anche a coordinare e comandare un reparto con evidenti problemi di affiatamento e non adeguatamente protetto da un impianto di gioco che lascia troppi spazi agli avversari.

Troppa invadenza nel prendere i gradi?

Premesso ciò, Bonucci non è entrato esattamente in punta di piedi in casa Milan. Anzi. Il suo è stato un ingresso in pompa magna. In primis, l’ingaggio. Uno stipendio che i suoi compagni neanche si sognano. E poi alcune scelte della società. Neanche il tempo di aprire l’armadietto, ed ecco la fascia di capitano. Una scelta accettata di buon grado dallo spogliatoio o una dimostrazione forte, da parte della dirigenza, che Leo rappresenta il leader del nuovo corso? Nel dubbio, il centrale difensivo ha fatto poco per accattivarsi le simpatie del gruppo.

Leader non riconosciuto

Bonucci si è immediatamente presentato con una dispensa riguardante alimentazione e metodologie di allenamento. Ha immediatamente richiamato all’ordine qualche ragazzino della primavera troppo esuberante nello spogliatoio e messo in riga i compagni con urlacci e metodi sin troppo duri. Forse un po’ troppo per chi è a Milanello soltanto da un paio di mesi. La leadership va riconosciuta. Non imposta. Altrimenti è una forzatura destinata a creare dissapori. Specialmente se non arrivano i risultati. Certi atteggiamenti sono sopportati, se supportati dai risultati. Al primo contrattempo però, è emersa tutta la ruggine, che adesso rischia di trasformarsi in un problema.