Matteo Muoio

Ieri è partito il raduno della Fiorentina e, con esso, le dure contestazioni dei tifosi contro la proprietà. E’ il momento più delicato della storia recente Viola, con i Della Valle che due settimane fa hanno ufficialmente messo in vendita la società. Una mossa spartiacque, sanno benissimo che acquirenti, in città come fuori, al momento non ce ne sono. Hanno cercato di capire se qualcuno fosse ancora dalla loro parte, non trovando appoggio da nessun fronte. I tifosi gli imputano la scarsa ambizione delle ultime stagioni, gli anni d’oro di Prandelli,Toni e Mutu sono un ricordo lontano e sbiadito, neppure del ciclo di Montella c’è grossa memoria, se non in alcuni uomini. Tra questi Borja Valero, sul piede di partenza, direzione Milano. Lascerà, come Bernardeschi e Kalinic. Partono tutti i big e – sempre secondo il tifo viola – la colpa è della proprietà, che non sta facendo nulla per tenerli. Anzi, nel caso dello spagnolo stanno addirittura spingendo per la cessione, almeno stando alla versione dell’ex Villarreal.

Borja-Fiorentina addio: i fatti

Ieri sotto casa sua, intorno alle 21, c’erano oltre 200 tifosi. Cori e striscioni per convincerlo a rimanere, lui e la moglie erano visibilmente commossi. Basterà per cambiare un destino che pare già scritto? Difficile. Borja è legatissimo a squadra e città, già a gennaio aveva rifiutato le sirene cinesi dichiarando di voler chiudere la carriera a Firenze. Però negli ultimi mesi qualcosa è cambiato, il giocatore dice di essere stato messo alla porta. La querelle dura da inizio giugno. L’Inter ha individuato in lui l’uomo giusto per dare qualità al nuovo centrocampo di Spalletti; per Borja, 32 anni, rappresenta di certo l’ultimo treno importante, per cercare di tornare a giocare la Champions dopo le 5 presenze presenze datate 2011/2012 o magari vincere il primo trofeo della carriera. Ad alcuni tifosi, in vacanza come lui alle Baleari, un paio di settimane fa avrebbe confidato: “Se non vado via finisco in tribuna”. Poi è iniziato a circolare su alcuni gruppi di WhatsApp un audio inviato dal calciatore ad un tifoso della ‘1926’, gruppo storico della Fiesole:“Non ho firmato niente con nessuno e se non l’ho fatto è stato più per voi tifosi che per la società. Mi piacerebbe uscire allo scoperto e parlare, ma sono sotto contratto con la Fiorentina e non posso farlo. Io sono stato sempre sincero, il giorno che potrò parlare farò una conferenza per spiegare alla gente tutto quello che è successo. Ancora non è sicuro al 100% che me ne vada, ma sicuramente finirà così perchè non ce la faccio più, mi hanno fatto piangere e non dormire in queste settimane”. La Fiorentina ha risposto qualche giorno fa con un comunicato ufficiale, dov’è scritto che la società ha affidato al proprio ufficio legale tutta la documentazione relativa al messaggio vocale – e al suo contenuto – per ogni opportuno approfondimento. Una situazione delicata. Ieri comunque il calciatore si è presentato alle visite mediche, si è allenato con i compagni e la sera ha ricevuto a domicilio il calore e l’affetto dei tifosi. Corvino ha raccontato di averlo visto sereno e che la società non lo ha mai messo sul mercato. Il trasferimento all’Inter, però, pare cosa fatta, ora contano immagine e modi d’uscita: la dirigenza deve salvare la faccia.

LA STORIA
Borja Valero arriva a Firenze nell’estate 2012 insieme al compagno e amico Gonzalo Rodrìguez
. Un gran colpo della premiata ditta Pradè-Macia, che con un esborso complessivo da 12 milioni toglie al Submarino, appena retrocesso in Segunda Divisiòn, i due pezzi più pregiati. Borja è uno dei migliori centrocampisti della Liga e fra i più sottovalutati del panorama europeo; la sua sfortuna è stata quella di giocare negli stessi anni ed essere più o meno coetaneo dei vari Xavi, Iniesta e Busquets, ecco così spiegata la sua unica presenza nella Roja, datata 2011. Cresciuto nelle giovanili del Real Madrid, dopo due stagioni col Castilla – senza mai esordire in prima squadra- vola a Maiorca e con gli isolani disputa un campionato di alto livello; nell’estate 2008 il West Bromwich lo porta in Premier, dove gioca benino ma non si ambienta al meglio. Torna a Maiorca e viene eletto miglior calciatore spagnolo per il 2009/2010. Arriva quindi il Villarreal e la consacrazione. Con il passaggio in Viola anche l’Italia si accorge di che splendido centrocampista sia Borja Valero; faro e fulcro del centrocampo della Fiorentina di Montella che, soprattutto nelle prime due annate gioca forse il miglior calcio d’Italia. Classe, visione e tempi di gioco ma anche grinta e carattere. Nella top 11 di Europa League nel 2013/2014 e 2014/2015, in quest’ultima edizione, insieme ai suoi compagni, raggiunge pure la semifinale. Con Paulo Sousa, e il venir meno del fiato, gioca da trequartista nel 3-4-2-1, ruolo che gli permette di coprire meno campo ed essere più libero di inventare. L’esperimento funziona benissimo alla prima stagione con il tecnico portoghese, nell’ultima ha faticato come tutta la Viola. Vice-capitano dallo scorso anno, innamorato – e ricambiato – di Firenze e della sua gente, dei suoi tifosi, solo pochi mesi fa aveva dichiarato di volerci chiudere la carriera. Molto probabilmente non sarà così, difficile stabilire di chi sia la colpa. Come alla fine di ogni grande storia d’amore.

Borja Valero con la maglia del Villarreal