Redazione

Da Borja Valero a Borja…leggero. Il centrocampista spagnolo ha perso il suo peso nell’Inter. Da titolare inamovibile sostituito e con la possibilità concreta che a Benevento finisca in panchina. Eppure il campionato era iniziato sotto i migliori auspici.

Una involuzione preoccupante

Da direttore d’orchestra al buonanotte ai suonatori il passo è stato molto breve. Lo spagnolo si sta limitando a giocate piuttosto semplici. Non prende più in mano le redini del gioco, né la squadra. Non riesce più a condurre le transizioni offensive, né a dare il “là” al pressing o a creare densità per proteggere la difesa. La differenza fra le prime Inter stagionali e le ultime è palese. Il gioco latita, così come l’organizzatore, perennemente messo in difficoltà dal pressing e senza un incontrista che gli funga da guardaspalle. Borja, che regista innato proprio non è, si sta adattando ad un ruolo che sente suo sino a in certo punto. É più un inventore che un metronomo. Più Iniesta che Xavi, per capirci.

Non potrà andare sempre così bene

La vera rivoluzione spallettiana, nonché la più grande fortuna nerazzurra di inizio stagione, è di aver riassettato la difesa. Solo due gol subiti in sei partite, in cima alle graduatorie d’Europa. L’impianto, tutto sommato regge, ma cosa accadrà se e quando Borja non uscirà dalla “prigionia” di un modulo che non ne esalta le caratteristiche. Il famoso 2+1 di centrocampo è inattuabile, perché non vi sono uomini dalle attitudini necessarie. Senza un incontrista, Borja difficilmente ritroverà tempi di inserimento, di gioco e geometrie. Non a caso l’uscita con il pallone è sempre “leggera”. Da manuale, per carità, ma per vincere serve altro. Valero, così non spariglia, non è quel “quid” in più necessario per fornire qualità ed imprevedibilità alla manovra. Forse con il 4-3-3 il recupero di Gagliardini e la possibilità di sfruttare l’ampiezza del campo con l’inserimento di due ali pure come Perisic e Karamoh, anche Borja potra tornare ai suoi livelli. Questo è troppo leggero per essere Valero.