Redazione

Borja Valero all’Inter? Si può fare. É un pallino di Spalletti che lo stima incondizionatamente. Ovvio. Chi non lo vorrebbe? Lo spagnolo sa gestire pallone e cronometro, dettare tempi di gioco o inventarsi la giocata. Unico neo: è avanti con l’eta. Obiezione accolta in parte. Borja non si discute neanche a 32 anni: è un palleggiatore compassato, ma geniale. Può giocare davanti la difesa. Sulla trequarti a galleggiare fra le linee cercando soluzioni e imbucate per l’inserimento degli esterni o del centravanti. Perfetto, per giocare al fianco di Gagliardini e mandare in porta Icardi.

La Viola vuole 15 milioni. Bazzecole: il sol levante è anche pagante. Sorge, stacca assegni e tramonta. E il giorno dopo, ricomincia. L’Inter, sul mercato fa quello che vuole. Non si bada a spese. Chiedi, e sarà dato. Un modus operandi apprezzato da Luciano Spalletti, disabituato a tanta grazia. Basta ripercorrere la stessa situazione, in epoche diverse. Una finestra sul passato che aiuta a capire il presente…

Giugno 2016: Luciano Spalletti allena la Roma. E fissa come obiettivo numero uno indovinate chi? Già, Borja Valero. La Viola spara 20 milioni. Quanto basta per “congelare” la trattativa sino ad agosto inoltrato. Perché? Facile. La Roma non ha i soldi. Aspetta i proventi dalla Champions. Il preliminare con il Porto finisce come finisce: la Roma perde qualificazione e…Borja Valero. Spalletti deve accontentarsi di quello che ha. Un anno dopo, Spalletti è all’Inter, dove la Champions non la vedono neanche con il binocolo. Però, pur di tornarci, sono pronti ad aprire il portafoglio a fisarmonica.

Morale della storia: Borja Valero all’Inter è una trattativa “parlante”:  a prescindere dall’esito, basta analizzarne il valore intrinseco. Spalletti vuole vincere. L’Inter può permetterglielo. Ecco perché il tecnico toscano ha scelto Milano.