Luigi Pellicone

Indesiderato, insultato e…impossibilitato a uscire da una situazione che definire scomoda è un eufemismo. Marco Borriello è, a tutti gli effetti, zavorra e zavorrato. Gioca poco e la SPAL, anche volendo, non può cederlo perché è sceso in campo anche con il Cagliari. Quindi il caso, semplicemente, non si risolve. Avanti sino a giugno sorridendo a denti stretti oppure scegliere di rescindere il contratto.

Oltre il buongusto e il buonsenso

La (dis)avventura di Borriello alla SPAL è iniziata quasi subito, visto che dopo l’esordio, bagnato con una rete, una lunga serie di contrattempi fisici ne hanno limitato autonomia e contributo. E nonostante una scelta, consapevole, di restare quanto il più possibile lontano dai riflettori, in pochi gli hanno perdonato lo scadimento di forma. I tifosi non lo sopportano più e sono andati oltre il buongusto e il buonsenso: il profilo Instagram del calciatore è stato preso di mira da alcuni “leoni da tastiera” che hanno puntato e mirato dritto alla persona, senza un briciolo di civiltà, augurandosi addirittura un infortunio che ne stronchi la carriera. L’attaccante, piuttosto che chiudere il proprio profilo, ha invece reso noto, urbi et orbi, gli apprezzamenti di un fan deluso, che forse non è neanche tifoso della SPAL ma semplicemente un fantallenatore.

Borriello, una stagione da dimenticare

Al netto degli insulti subiti, la stagione di Borriello resta comunque da dimenticare. Solo 14 presenze, 683 minuti giocati, un gol e l’ennesimo infortunio muscolare: i tempi di recupero sono ancora non meglio identificati. L’ultimo contrattempo è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. La pazienza, del resto, era finita sin da quando, sostituto da Floccari nella sfida con il Verona, era stato subissato di fischi. Per tutta risposta, Borriello ha sfidato la curva, invitandola con un applauso a continuare la contestazione. Quindi, al fischio finale, non è andato a salutare i tifosi che lo hanno pesantemente apostrofato. Uno strappo che non si ricucirà facilmente. Nè ci si può mettere una toppa. Gli 84′ giocati con il Cagliari a inizio campionato pesano come un macigno e rendono (suo malgrado) incedibile un bomber capace di segnare 15 reti lo scorso anno e di ritrovarsi con le polveri bagnate appena sei mesi dopo. Il calcio è strano.