Redazione

Bosz, un disastro annunciato. Il tracollo del Borussia Dortmund con il Werder Brema è solo l’ultimo atto di una tragedia che si è consumata nello scorso giugno, quando Tuchel ha lasciato la panchina giallonera e la dirigenza non ha saputo sostituirlo. Bosz non è mai stato una prima scelta. Il Borussia voleva Favre, ma il “no” secco del Nizza ha costretto il club a ripiegare sul piano B. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Borussia Dortmund, una crisi infinita

Il Borussia ha perso l’ennesima partita. Nelle ultime 8 giornate ha totalizzato appena 3 punti. Fuori dalla Champions in un girone difficile ma non impossibile, è rimasta in Europa (League) solo per mancanza di avversari. L’Apoel non aveva le risorse tecniche per impensierirla. In campionato, però, i nodi sono ventuti subito al pettine. 13 punti di distacco dal Bayern capolista, fuori anche dalla zona Champions e, al momento, neanche nelle posizioni che valgono l’Europa che conta di meno. Abbastanza per chiedersi se si il caso si continuare con un allenatore capace di arrampicarsi sino all finale di Europa League e valorizzare diversi giovani, ma dimostratosi inadeguato a gestire campioni affermati e una squadra di livello.

E dopo Bosz, tocca ad Aubameyang?

Bosz ha costruito le proprie fortune su Aubameyang. Senza il contributo del suo attaccante, Bosz navigherebbe in zona retrocessione. La sua squadra non vince da tre mesi e adesso è scattato inevitabilmente, l’esonero. Una notizia che interessa da vicino anche il calcio italiano. Dopo Bosz il prossimo giallonero con le valigie in mano è proprio il capocannoniere della squadra. Follia? Non esattamente. Il Borussia Dortmund è stanco degli atteggiamenti da prima donna del ragazzo. Obiezione: è l’unico che segna. Respista: proprio per questo, è l’unico che ha mercato e può andare via. Mezza Europa guarda con interesse a ciò che accade al di là del muro giallonero, trasformatosi ormai in quello del pianto.