Luigi Pellicone

Usato sicuro e riscatto di promesse non mantenute. Il mercaro della Lazio si muove in questa direzione. Preso Caceido, degno (per i numeri) sostituto di Djordjevic, adesso serve un sostituto di Keita. Il nome caldo è Yacine Brahimi, talento algerino disperso in Portogallo.

Fenomeno mancato

Ibrahimi si ispira a Zidane. Ecco, anche meno. Non sei, né sarai mai, Zizou con cui ha in comune solo il passaporto algerino-francese. Il resto, beh… Giovane, (classe 1990) ma non giovanissimo, tra i migliori di quell’Algeria capace di arrampicarsi sino agli ottavi di finale dei mondiali 2014, infastidendo la Germania sino ai supplementari. Talento inseguito da mezza Europa e dispersosi in Portogallo. Nel Porto, fatica a esprimersi con continuità. Contratto in scadenza nel 2019 e valigia in mano. Destinazione Roma?

Brahimi, ideale sostituto di Keita

Brahimi

Brahimi, nuovo obiettivo di mercato della Lazio

L’algerino, quello vero, sarebbe l’ideale sostituto di Keita. Esterno sinistro molto offensivo. Abile nel dribbling, ha visione di gioco e una discreta personalità. Non vede moltissimo la porta, ma nella Lazio gli sarà chiesto un lavoro diverso. Creare superiorità saltando l’uomo o sfruttando la velocità per lanciarsi in profondità.

Controindicazioni: in un calcio molto tattico e a maglie molto più strette rispetto a quello portoghese, Brahimi rischia di pagare dazio al proprio edonismo: cerca la giocata e il colpo ad effetto anche quando non è necessario. Vuole stupire: meglio evitare dribbling o eccessivi tocchi di palla in zone “calde” perché rischia di innescare le ripartenze avversarie.

Servono pazienza e buona volontà

Resta da capire come portarlo alla Lazio: non facile, né impossibile. Il Porto, si sa è una bottega cara e specializzata in tiri mancini. Nel senso che tende a farsi strapagare calciatori che spesso si rivelano delle bufale. Non è il caso di un ragazzo che ha perso solo fiducia e costanza di rendimento. Di certo, la Lazio non spenderà, 18 milioni per un classe ’90 in difficoltà e in scadenza di contratto nel 2019. La società vuole chiudere sui 12 più bonus. La prima proposta è stata rispedita al mittente, ma tutto è ancora aperto. La forbice è ristretta e si dovrebbe trovare un accordo. Serve un pizzico di buona volontà da ambo le parti.