Elisa Ferro Luzzi

Brighton in Premier League, 34 anni dopo. Il club della nota località balneare Brighton e Hove, 86 km da Londra, è la prima squadra inglese a lasciare la Championship: la vittoria per 2-1 contro il Wigan ha regalato ai Seagulls (gabbiani) la promozione con tre giornate d’anticipo. Il Brighton mancava dalla Premier dalla stagione 1982-1983. Oltre all’allenatore irlandese Chris Hughton, sono due i protagonisti di questa promozione: l’attaccante inglese Glenn Murray (ex Bournemouth, 33 anni, autore di 22 gol in campionato) e il centrocampista francese Anthony Knockaert (ex Leicester, 25 anni, per lui 15 reti in questa stagione). Brighton è una città di circa 156mila abitanti, posta sulla costa meridionale dell’Inghilterra, nella contea dell’East Sussex a sud di Londra. Insieme alle vicine città di Hove e Portslade, costituisce l’autorità unitaria di Brighton e Hove.

La baia di Brighton

Brighton in Premier: l’ultima volta nel 1983

L’ultima volta in Premier, dicevamo, risale alla stagione 1982-1983. Quella in cui il traguardo più importante fu la finale di FA Cup persa contro il Manchester United. Da allora, un salto nel buio delle serie minori fino al nuovo approdo in Championship nella stagione 2010-2011. Oggi il sogno del presidente Tony Bloom, nato a Brighton nel 1970, è realtà.

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La finale di FA Cup del 1983 tra Brighton e Manchester United (foto pinterest)

L’AMEX COME MODELLO PER TUTTA EUROPA
Lo stadio del Brighton è il Falmer Stadium, anche se in molti preferiscono chiamarlo Brighton Community Stadium oppure (per motivi di sponsor) “The American Express Community Stadium”. La sua capienza è di 30mila posti a sedere, all’inizio considerati troppi, oggi quasi al limite ma quando è stato costruito si è pensato anche ad un possibile ampliamento. L’impianto è stato preso come modello da parte di diversi club europei ed è stato insignito del riconoscimento di miglior nuova struttura all’interno degli Stadium Business Awards. Dall’esterno, l’AMEX dà l’idea di essere quasi scavato nel terreno, ma è solo un’impressione: gli architetti hanno voluto seguire l’andamento delle colline circostanti, in modo da rendere l’impianto il meno invasivo possibile nel contesto paesaggistico. Spesso è utilizzato per ospitare il rugby.

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Lo stadio del Brighton

IL RITORNO DELL’M23 DERBY
La prossima stagione la Premier vedrà tornare l’M23, ovvero il derby tra Brighton e Crystal Palace. Perché si chiama così? La M23 è un’autostrada che collega Londra alla costa sud e diventa la A23 che lega dunque il Crystal Palace al Brighton, 50 miglia verso sud, da Selhurst (South London, zona dove si trova lo stadio del Palace). Il primo derby risale al 1920, l’ultimo alla semifinale dei playoff di Championship nella stagione 2012/2013, quando poi fu promosso il Crystal Palace.

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Una delle ultimi immagini del derby Brighton-Crystal Palace

MODS, ROCKERS E LA BATTAGLIA DI BRIGHTON
Qualcuno si ricorderà di Brighton per le numerose vacanze-studio soprattutto di fine anni ’90. Ma andando indietro nel tempo non si può non parlare della cittadina inglese anche per i mods e i rockers. Il termine mod, abbreviativo di modernism (termine coniato inizialmente per definire i fan del “modern jazz”), fa riferimento alla subcultura giovanile che si sviluppò a Londra negli anni ’60. Il logo identificativo del movimento mod è il simbolo della Royal Air Force (l’aeronautica militare britannica), spesso presente sui giacconi Parka. Gli elementi significativi della subcultura mod erano il look curato ed innovativo, la musica afroamericana (in particolare il soul, lo ska), la musica beat e il rhythm and blues, gli scooter italiani (Vespa e Lambretta).

Mods vs Rockers

Gli antagonisti dei mods erano i rockers, esattamente l’opposto: vestivano di pelle, portavano capelli impomatati o basette lunghe e baffi, ascoltavano musica rock e guidavano motociclette. Cosa c’entra tutto questo con Brighton? Purtroppo Brighton, località estiva per migliaia di londinesi, fu teatro di scontri tra questi due movimenti. Il più duro avvenne nel maggio del 1964: a Brighton, alcuni mod aggredirono i rocker durante un concerto. Le risse durarono due giorni consecutivi e si spostarono fino ad Hastings. Quella giornata è passata alle cronache come La Battaglia di Brighton ed è raccontata nel film Quadrophenia prodotto dagli Who, gruppo simbolo della cultura mod.