Luigi Pellicone

Non c’è spazio per un Epic in un’Inter che fa poca poesia? Brozovic ha totalmente recuperato dall’infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi nelle ultime settimane. Quanto basta per uscire dalla rosa dei titolari, con rare chance di partire dal 1′ di gioco.

Gerarchie cristallizzate

Spalletti ha creato la sua squadra, fra l’altro venendo ripagato dai risultati. L’Inter non gioca bene ma vince, per scelte assolutamente obbligate, non solo in senso tattico e di rosa, ma anche tecnico. Il tecnico adesso i ricambi ce li ha eccome. Solo Skriniar e Miranda non sono sostituibili. Per il resto è possibile un ampio turnover, che però non è stato sinora neanche preso in considerazione. Brozovic, in compagnia di Joao Mario, e con molto vantaggio su Eder e Karamoh, nelle scelte di Spalletti, è e resta in panchina. Sia chiaro, come primo ricambio. Un dodicesimo.

Una scelta non casuale

Spalletti ormai ha preso una strada, per certi versi obbligata. L’Inter, dalla metà campo in su, non ha un giocatore di inventiva e personalità. Nessuno in grado di saltare l’uomo, creare superiorità numerica con un dribbling o un’invenzione. I gol dell’Inter nascono da movimenti ben precisi. Giro palla, catene che si muovono a destra e sinistra, cross in mezzo e conclusione dell’attaccante. Oppure su calcio piazzato. Non vi sono invenzioni, nè gol da raccontare ai nipotini. Per quanto alcune reti siano state bellissime, nessuna è nata “da sola”, fuori dagli schemi, se non quella su punizione contro il Benvento. Firmata, guarda un po’, proprio da Brozovic.

Qualità ce n’è, ma resta in panchina. Perchè?

A questo punto la domanda è lecita. L’Inter, la qualità ce l’ha. Perchè la lascia in panchina? La risposta è molto semplice. L’Inter avrebbe qualità, se Brozovic e, in seconda battuta, Joao Mario, non si accendessero ad intermittenza come le luci di Natale. L’Inter del tecnico di Certaldo non può permettersi giocatori dalle prestazioni a corrente alternata. Ecco perché giocano sempre gli stessi. Meglio una squadra, per certi versi, prevedibile, ma che fornisce ampie rassicurazioni sul piano tecnico e tattico, piuttosto che affidarsi all’umore del genio della lampada.