Redazione

Che fine ha fatto Van der Wiel? L’esterno basso olandese, uno dei fiori all’occhiello della campagna acquisti rossoblu, si allena a parte. Arrivato negli ultimi giorni di mercato è in ritardo di condizione: negli ultimi 4 mesi ha giocato solo una partita ufficiale. Occorre tempo e un pizzico di pazienza per rivederlo ai suoi livelli. Lui ha scelto Cagliari perché ha voglia di tornare a giocare a calcio come vuole ed è capace di fare. Se ci riesce, Rastelli ha trovato un crack.

L’uomo in più, se ne avesse voglia

Van der Wiel, classe 1988, appartiene a quella schiera di calciatori che arrivano alla soglia dei trent’anni e ancora ci si chiede perché non siano esplosi. Tecnicamente, è un fenomeno: l’approdo in serie A non può far altro che perfezionare le sue doti, dopo le incomprensioni in terra turca. Appena una presenza in quattro mesi con il Fenerbahce. E la sensazione che stia disperdendo qualità e talento. Paragonarlo a Dani Alves, sebbene possa sembrare una bestemmia calcistica, non è un azzardo.

Cosa può dare al Cagliari

Van Der Wiel sbarca in Sardegna con la valigia carica di titoli e trofei. Esterno basso di buona struttura fisica, garantisce spinta e velocità sulle fasce: nell’apogeo della sua carriera, al PSG, in tanti hanno rivisto l’attuale esterno basso dei parigini. Del resto Van der Wiel ama sovrapporsi e trovare il fondo privilegiando lo scambio con i compagni per mettere in mezzo cross al bacio o cercare anche la soluzione personale accentrandosi verso l’area di rigori. Rastelli deve lavorare sui movimenti difensivi e sopratutto sulla testa di un calciatore che, se adeguatamente motivato, è fra i primi due o tre esterni del campionato. Per adesso continua a lavorare aspettando il suo turno. Padoin, sinora, non ha demeritato, Anzi. L’ex bianconero lavora con la consueta umiltà e si fa trovare sempre pronto all’appuntamento con il campo. Se Van der Wiel ne avesse la stessa costanza e volontà, sarebbe uno dei migliori terzini del mondo.