Elisa Ferro Luzzi

Chi l’ha detto che nel campionato italiano i giocatori spagnoli non rendono? La doppietta di Suso durante il derby di Milano ci ha confermato quello che ormai da qualche anno è un dato di fatto: gli spagnoli sono in grado di adattarsi perfettamente al campionato italiano. Per molti anni si è pensato che il calcio iberico non fosse all’altezza dei grandi palcoscenici internazionali, questo perché Real Madrid e Barcellona non erano quello che sono oggi e si pensava che le vittorie anni ’50 dipendessero dal peso politico dei club o dai loro giocatori stranieri. Calciatori che sembravano fenomeni quando giocavano in Spagna, si trasformavano in atleti normalissimi o al di sotto delle aspettative non appena mettevano piede nel nostro Paese, soprattutto per la differenza di ritmo: fino alle esplosioni di Real e Barca come li conosciamo oggi, la Liga non brillava certo per velocità. Ora tutto è cambiato e anche da noi si dà molto più credito agli spagnoli. Ma quali sono stati e quali sono quelli che hanno fatto o stanno facendo la storia del calcio italiano?

Luisito Suarez, il primo calciatore spagnolo in Italia

Il primo spagnolo ad approdare in Italia fu Luis Suarez nel 1961. Dopo aver vinto due campionati ed il Pallone d’Oro con la maglia del Barcellona, Luisito scelse l’Inter di Helenio Herrera. A Milano rimase per nove anni vincendo tre campionati, due Coppe dei Campioni e due Coppe intercontinentali. Dopo lo straordinario decennio in nerazzurro, chiuse la carriera alla Sampdoria; tentò la carriera da allenatore (tre volte sulla panchina dell’Inter) con scarsi risultati. E’ stato il primo spagnolo a segnare una doppietta nel derby. Il secondo? Suso domenica scorsa.

Luisito Suarez, il primo calciatore spagnolo ad approdare in Italia

Luisito Suarez, il primo calciatore spagnolo a giocare in una squadra italiana (l’Inter)

LUIS DEL SOL IL PRIMO SPAGNOLO-JUVENTINO
Luis del Sol è stato il primo spagnolo ad approdare alla corte della Juventus. Visti i buoni frutti dati dall’ingaggio di Suarez da parte dell’Inter, anche a Torino si decise di puntare sui giocatori iberici. Nel 1962 l’acquisto di Luis del Sol: c’era da ricostruire l’intero ambiente dopo la fine del ciclo Boniperti, Sivori e Charles. Del Sol iniziò e chiuse la sua carriera al Betis: nel mezzo, i successi con il Real Madrid e lo scudetto con la Juve di Heriberto Herrera. Dopo 8 stagioni in bianconero, del Sol concluse la sua esperienza italiana con due annate alla Roma di Helenio Herrera, prima di tornare al Betis ormai trentasettenne.

Luis del Sol, primo spagnolo alla corte della Juventus

Luis del Sol, primo spagnolo alla corte della Juventus

GLI ANNI ’90 E GUARDIOLA AL BRESCIA
Dopo il boom degli anni ’60, l’ingresso di giocatori spagnoli in Italia si interruppe bruscamente. Per via prima della chiusura delle frontiere, poi dell’effettiva scarsa adattabilità dei giocatori iberici al nostro calcio anni ’80-’90. Giocatori come Helguera, De La Pena, Mendieta, Farinos e Josè Mari sono arrivati nel nostro Paese per sfondare ma si rivelarono dei veri e propri flop. Soprattutto Gaizka Mendieta, fenomeno a Valencia e fantasma alla Lazio, che aveva sborsato diversi milioni per accaparrarselo e credeva di aver fatto il colpo di mercato del secolo.

Diverso fu il destino di un certo Pep Guardiola. Dopo aver vinto cinque scudetti e una Coppa dei Campioni con il Barcellona (in finale con la Sampdoria di Vialli e Mancini), a trent’anni (nel 2001) decise di cambiare aria e di trasferirsi in Italia, a Brescia. Con la squadra allenata da Carletto Mazzone (in cui militavano Roberto Baggio ed i giovanissimi Luca Toni e Daniele Bonera), Pep arrivò in Intertoto. Poi il passaggio alla Roma di Fabio Capello con cui disputò solo quattro partite prima di essere ceduto di nuovo al Brescia, dove contribuì alla serie di sedici risultati utili consecutivi che portò la squadra al nono posto in classifica. Chiuse la carriera da calciatore in Qatar per poi dedicarsi a quella meravigliosa di allenatore di Barcellona, Bayern Monaco e Manchester City.

Pep Guardiola e Roberto Baggio ai tempi del Brescia

Pep Guardiola e Roberto Baggio ai tempi del Brescia

BORJA VALERO, LLORENTE, MORATA E IL TRIO NAPOLETANO
Il cambio di rotta vero nel rapporto tra la Serie A e i calciatori spagnoli è iniziato nel 2012 a Firenze con Borja Valero: ottime prestazioni e applausi a scena aperta nelle prime uscite del centrocampista nato a Madrid e proveniente dal Villarreal. In breve tempo Borja Valero è diventato leader del club viola e ha prolungato il suo contratto fino al 2019, con la chiara intenzione di chiudere la propria carriera a Firenze.

L'arrivo di Borja Valero alla Fiorentina segna il cambio di rotta nel rapporto tra calciatori spagnoli e Serie A

L’arrivo di Borja Valero alla Fiorentina segna il cambio di rotta nel rapporto tra calciatori spagnoli e Serie A

Nel 2013 è arrivato alla Juventus Fernando Llorente: l’attaccante, rivelazione dell’Athletic Bilbao, inizialmente ha fatto fatica ad adattarsi alla Serie A ma al termine della prima stagione in bianconero ha messo a segno 18 reti e contribuito in maniera importante alla conquista dello scudetto. L’anno successivo, però, è stato relegato in panchina da Allegri e con l’esplosione del connazionale Alvaro Morata è stato costretto a tornare in Spagna, al Siviglia. Attualmente milita nello Swansea. Dicevamo di Morata: anche lui è stato uno spagnolo importante per il nostro campionato, la sua partenza è stata un grande rammarico per la Juventus. Proveniente dal Real Madrid, l’attaccante iberico ha giocato a Torino per due stagioni, risultando importantissimo sia in campionato che in Champions. Il Real Madrid, però, lo ha richiamato in patria: nel suo contratto ha inserito una clausola due anni prima che gli ha permesso di riacquistarlo.

Llorente e Morata, spagnoli di successo ai tempi della Juventus

Llorente e Morata, spagnoli di successo ai tempi della Juventus

Negli ultimi anni a Napoli sono arrivati diversi spagnoli, soprattutto perché dal 2013 al 2015 in panchina c’è stato Rafa Benitez. Pepe Reina, Raul Albiol e José Callejon ancora oggi vestono la maglia da titolari nella squadra partenopea e, tra alti e bassi (soprattutto di Reina) costituiscono lo zoccolo duro della formazione di Sarri.

Reina, Albiol e Callejon: i tre calciatori spagnoli del Napoli

Reina, Albiol e Callejon: i tre calciatori spagnoli del Napoli

SUSO: PRESENTE E FUTURO DEGLI SPAGNOLI IN ITALIA
Chiudiamo con Suso, l’ultimo vero esemplare di razza del calcio spagnolo e protagonista del derby della Madonnina. Una doppietta nel derby milanese, tra i suoi connazionali, l’ha segnata solo Luis Suarez.  L’ex Liverpool è sempre più protagonista nella squadra di Montella: ha infatti partecipato attivamente a 5 degli ultimi 6 gol del Milan dimostrando di essere un giocatore fondamentale e dalle prospettive incredibili. Nato a Cadice nel 1993, è arrivato a Milano nel gennaio del 2015 per poi essere ceduto in prestito al Genoa per un anno. Nel maggio scorso ha segnato una doppietta nel derby contro la Samp, a questo punto un preludio a quella che sarebbe stata la consacrazione nella stracittadina milanese. Che Suso fosse spagnolo, fino a domenica, lo ignoravano in molti.