Adriano Stabile

“Non è chiara la ragione per la quale la procura non ha ritenuto, allo stato, procedere contro chi ha erogato i compensi in nero al calciatore”. C’è un passaggio controverso nella motivazione della sentenza che ha portato ieri alla squalifica per due anni di Luciano Zauri, attualmente collaboratore tecnico di Massimo Oddo nel Pescara, ma all’epoca degli illeciti calciatore della Lazio.

Fondi neri nel calcio, il caso Zauri

Zauri è stato squalificato dal Tribunale Federale Nazionale, in primo grado, per aver percepito una parte dello stipendio in nero nelle stagioni 2006-07 e 2007-08, attraverso la società offshore Everglades Media LLC, con sede nel Wyoming, messa a disposizione dal commercialista svizzero Giovanni Guastalla. In un conto criptato riferibile a Zauri, destinatario di un avviso di chiusura indagini da parte della procura della Repubblica di Milano, risultano due versamenti: di 499 mila euro, il 16 aprile 2007, e di 749 mila euro, il 2 luglio 2007, che secondo l’accusa sarebbero stati acconti in nero per il nuovo contratto quinquennale con la Lazio, firmato poi il 9 luglio 2007 e che, come scrive il Tribunale Federale, “senza alcuna spiegazione logica prevedeva, per i primi tre anni, una forte riduzione del compenso precedentemente percepito che poi tornava ad alzarsi di quasi tre volte per le ultime due stagioni”. Dal conto riferibile a Zauri, acceso grazie a Guastalla il 13 marzo 2007 presso la Banca UBS di Lugano, sono poi partiti due versamenti, nel 2008, verso l’agente di calciatori Tullio Tinti, che secondo Guastalla fu il regista dell’operazione. Il conto è stato poi chiuso il 18 gennaio 2010 con prelievo in contanti di 815 mila euro.

Indagine partita dalla procura di Milano

Giovanni Guastalla, al centro di un’inchiesta della procura della Repubblica di Milano su manovre finanziarie ai danni della Banca Italease, era responsabile della società svizzera Doge SA, che ricercava contribuenti italiani interessati a portare soldi “da ripulire” all’estero. Secondo la procura della Repubblica di Milano, Gustalla, che in un secondo momento ha collaborato con le indagini, aveva messo in atto un sistema articolato di società “scatole vuote” austriache, inglesi, olandesi, ungheresi o di altri Paesi europei “al solo fine di emettere fatture per operazioni inesistenti, utilizzate per effettuare trasferimenti di denaro all’estero, in favore di numerose società e persone fisiche italiane”.

“L’organizzazione di Guastalla – scrive il Tribunale Federale Nazionale – contattava clienti italiani attraverso procacciatori retribuiti con percentuali sulla somma movimentata e si avvaleva della complicità di un dirigente della Banca UBS di Ginevra. Il denaro, dopo un’ulteriore schermatura attraverso società off-shore con sede a Panama e nelle Isole Vergini, rientrava poi in Italia in contanti, tramite le cosiddette società di spallonaggio”.
L’agente Tinti, la cui posizione è stata stralciata, sarà giudicato in un altro procedimento sportivo. La Lazio è stata multata di 30 mila euro per responsabilità oggettiva. Zauri invece potrà appellarsi contro la squalifica di due anni.