Redazione

Tremate, tremate, le bianconere son tornate. In realtà arrivano, perchè la Juventus femminile è la gradita sorpresa del nuovo campionato di Serie A, che vede ai nastri di partenza ben sei società professionistiche. La scelta da parte della Federcalcio va verso la creazione di un movimento femminile strutturato sulla falsariga di quello maschile, per competere a livello internazionale con i giganti del nord Europa (Svezia e Germania) e con le altre grandi potenze come gli USA. E tutti gli occhi, neanche fossimo al via della Serie A dei maschietti, sono per la Juventus Women. Gradita sorpresa, dicevamo. Ma non per tutti.

Un mercato faraonico, come quello di Marotta

Perchè la Juventus, a questo siamo abituati, quando fa le cose le fa in grande e per l’esordio nel calcio femminile a Corso Galileo Ferraris non si è badato a spese. Il solco è quello della tradizione bianconera, la creazione di una solida base italiana con l’acquisto di alcuni dei pilastri della Nazionale di Milena Bertolini, più l’arrivo di stelle più o meno conclamate dall’estero. L’inizio dell’avventura è più che promettente, le cifre sono spaventose come quelle dei colleghi della serie A maschile, due partite, due vittorie. Convincenti a dir poco, un 21-0 complessivo al Torino in Coppa Italia che fa facilmente intuire quanto anche questa Juventus faccia maledettamente sul serio.

Cambiano gli equilibri del campionato femminile

Il che, chiaramente, rischia di sconvolgere non poco gli equilibri del campionato, togliendo la scena a società come la Fiorentina ed il Brescia, che negli ultimi anni hanno rappresentato l’elite del calcio femminile italiano, fornendo tra l’altro la maggior parte delle atlete alla nazionale. Il processo di creazione di una Serie A professionistica con club legati a quelli maschili è un progetto che sta parecchio a cuore alla Federazione, ma ovviamente il rischio per questa stagione è la disparità (apparsa già evidente dalle prime uscite delle bianconere) che si viene a creare quando solo una parte dei club è strutturato come vorrebbero dai piani alti, mentre il resto rimane ancorato alle vecchie gestioni.

Vincere è l’unica cosa che conta

Molte squadre faranno infatti chiaramente fatica a seguire il trend, a meno di non trovare l’accordo con una società di calcio maschile a cui affiliarsi, come è avvenuto per l’Atalanta Mozzanica. Ma questo alla Juventus femminile interessa il giusto. Le ragazze guidate da Rita Guarino, storica bomber del calcio italiano a cavallo tra i due millenni, scalpitano e non vedono l’ora di iniziare. Del resto, anche per le ragazze vale il vecchio adagio del presidente Boniperti. Vincere non è importante: è la sola cosa che conti. Anche se è per manifesta superiorità.