Luigi Pellicone

Milan – Inter 4-0. Il derby cinese, sinora, e contro tutti i pronostici, è appannaggio dei rossoneri. Hai capito? E pensare che i milanisti, non più di due mesi fa, erano terrorizzati. Chi sono questi? Da dove vengono? E che credibilità hanno? Beh, se la sono costruita. A quanto pare i “finti” spendono, investono, programmano. E quelli “veri”? Con il portafoglio a fisarmonica e le carte di credito a plafon illimitato? Beh chiacchierano. E alla “summa”, l’Inter risponde: boh.

Suning è un gigante che dorme: ha preso un signor allenatore, ma il mercato è solo sulla carta…stampata. Pepe ha firmato? Si, anzi no. Ok i nerazzurri virano su Manolas: peccato che il greco sia quasi allo Zenit. Vabbè prendiamo Rudiger? Ma quando mai. Per ora, è alla Roma. D’accordo, intanto è quasi fatta per Borja Valero e Skriniar. Si, certo: Come si dice in cinese “mancano solo le firme”?

Parole, parole, parole: altrove, intanto parlano i fatti. La Juventus prende Schick, il Milan Musacchio, Kessié, Rodriguez e André Silva. E L’Inter? Ha preso…tempo. Sbagliando anche strategia comunicativa. Anzichè annunciarli, gli obiettivi, sarebbe il caso di centrarli. E prima ancora, qualcuno dovrebbe dire ai tifosi come stanno le cose: chi si aspettava botti e fuochi d’artificio da subito, riponga i sogni nel cassetto, chè l’INTER DEVE VENDERE.

I paletti sono (e restano) quelli: entro fine giugno i nerazzurri devono accumulare i 30 milioni richiesti dal FPF. Sino al 1 luglio, dunque, inutile aspettarsi grandi colpi. Resta da capire come Ausilio e Sabatini pensino di racimolare la somma necessaria. Quei soldi sarebbero dovuti arrivare dalla cessione di Perisic allo United. Il croato, però, è ancora nerazzurro. L’alternativa, a questo punto, consiste nel piazzare i tanti esuberi, che nella numerosa colonia (58, diconsi cinquantotto, i calciatori sotto contratto!) non mancano. Qualche nome a caso? Ranocchia, Jovetic, Brozovic, Murillo, Banega, Eder, Gabigol: gente che, nonostante una stagione disastrosa, ha ancora un discreto mercato. Se partissero, nessuno si strapperebbe i capelli. Non certo Spalletti, che, al di là dell’impossibilità fisica di compiere il gesto, non li vede certo come dei titolari.

Ciononostante, costoro ancora ingolfano parcheggi e spogliatoi della Pinetina. Pardon, il “Suning Center”.

Ecco, oltre al “branding”, forse è il caso di pensare a rinforzare, DAVVERO, la squadra. Poche “chatting”, Suning. Fuori il grano. Scuci fior di danè. In questa ottica la sensazione è che l’Inter abbia poche idee, e anche confuse. Quando si inizia così, il rischio, concreto è di completare l’opera comprando a casaccio. Prima di iniziare la raccolta di figurine, qualcuno si affacci dall’altra parte dei Navigli e studi il mercato rossonero. Colpi mirati, utili alla causa, ideali per il gioco del tecnico. Certo, se Sabatini e Ausilio ritengono sufficiente un centrocampista 31enne, una giovane promessa e tanti altri baldi giovani di belle speranze per recuperare il gap dalla Juventus, buona fortuna. Anche a Spalletti. Il tecnico toscano è abituato a cavare sangue dalle rape, ma forse firmando per l’Inter si aspettava qualcosa di diverso.